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Dopo Washington, Bruxelles è la città al mondo con più lobbisti

Di Aida Sanchez Alonso
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Dopo Washington, Bruxelles è la città al mondo con più lobbisti
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Un passo avanti verso la trasparenza. Il parlamento europeo ha votato questo martedì le nuove regole per il registro dei lobbisti che fanno base a Bruxelles. L'accordo interistituzionale rafforzerà una cultura comune di condivisione di informazioni tra Parlamento, Consiglio e Commissione europea. Una vera novità considerato che finora il Consiglio europeo non era tenuto a dare conto degli incontri con i rappresentanti dei gruppi di interesse.

Dopo Washington, Bruxelles è la città con il maggior numero di Lobby al mondo, che sono 12.500, solo quelle registrate. Le organizzazioni che vogliono influenzare l'attività legislativa vanno dalle Ong come Greenpeace ai giganti del tech come Google.

I responsabili del registro per la trasparenza europeo, hanno stilato una classifica delle 10 aziende che tengono più riunioni con la Commissione europea e sono: BussinessEurope, Google, Airbus, Confederazione europea dei sindacati, DigitalEurope, Microsoft, Camera di commercio americana presso l'UE, Facebook, Association des Constructeurs Européens d'Automobiles e EuroCommerce.

Dal 2011 il Parlamento e la Commissione hanno un sistema congiunto, volontario, chiamato appunto Registro per la trasparenza ma ora è stato rafforzato, seppure non possa considerarsi completamente obbligatorio. Secondo l'eurodeputata polacca di centro destra, Danuta Hübner, sono state inserite però "nuove regole per impedire di fatto ai lobbisti di poter lavorare se non sono registrati”. Un passo in avanti rispetto a prima. Ma per l'Ong Transparency International questo non basta: bisognerebbe avere- infatti - un sistema in grado di individuare tutti coloro che partecipano al processo legislativo.

"Proponiamo molto semplicemente - afferma Vitor Teixeira, portavoce di Transparency International -di avere un registro obbligatorio che prenda nota di tutte le riunioni che avvengono tra lobbisti e legislatori che siano del Consiglio, della Commissione o del Paralmento europeo. Questo registro deve essere obbligatorio - prosegue Teixeira - perché pensiamo che sia più che legittimo avere un sistema di tracciamento dei rappresentanti delle organizzazioni che incontrano chi sta redigendo o sta contribuendo a redigere una nuova legge. Le normative hanno un impatto diretto sulla vita di 500 milioni di persone - conclude l'esperto - per questo riteniamo che il contenuto delle riunioni tra lobbisti e legislatori, o i loro collaboratori, debbano essere resi pubblici, facilmente accessibili e comprensibili".

Bruxelles prova quindi ad accendere i riflettori su quel che accade nei corridoi del potere, ma non tutti sono pronti a venire allo scoperto.