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Iran, c'è un sospettato per il sabotaggio alla centrale nucleare

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Iran, c'è un sospettato per il sabotaggio alla centrale nucleare
Diritti d'autore  AP/AP
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Si chiama Reza Karimi e ha 43 anni l'uomo che le autorità iraniane sospettano di essere il responsabile dell'esplosione avvenita l'11 aprile all'impianto nucleare di Natanz, dove le centrifughe utilizate per l'arricchimento dell'uranio erano rimaste gravemente danneggiate.

Secondo la ricostruzione diffusa dalla tv di stato, Karimi sarebbe fuggito dal paese prima che il sabotaggio avvenisse. Di qui l'appello diffuso dalle autorità iraniane, che hanno diffuso l'identikit dell'uomo interpellando inoltre l'interpol. Secondo quanto reso noto dalla tv iraniana, esisterebbe un "codice rosso" per l'arresto dell'uomo - del quale però nel pomeriggio di sabato non c'era ancora traccia sul sito dell'Interpol - e al momento si starebbe cercando di riportarlo in patria attraverso canali legali e senza utilizzare la forza.

Emirati, Kenya, Etiopia, Qatar, Turchia, Uganda e Romania sono alcuni dei paesi nei quali, secondo quanto riferito alla televisione iraniana, il fuggitivo potrebbe essersi nascosto, forse contando su una rete di complicità.

L'attacco di domenica, sospettato di essere stato effettuato da Israele, ha infiammato una guerra ombra tra le due nazioni. Tuttavia, resta ancora da capire come Karimi, o chi per lui, abbia potuto introdursi in uno dei luoghi meglio sorvegliati della Repubblica islamica.

L'Iran ha iniziato ad arricchire una piccola quantità di uranio fino al 60% di purezza - il suo livello più alto di sempre - in risposta ai colloqui di Vienna volti a salvare il suo accordo nucleare a brandelli con le potenze mondiali