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Biden: "Violenza armata è un'epidemia". Le lobby delle armi non cedono

Di Debora Gandini
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Biden: "Violenza armata è un'epidemia". Le lobby delle armi non cedono
Diritti d'autore  Andrew Harnik/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
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“Bisogna fermare una volta per tutte la violenza delle armi, una fonte d’imbarazzo per gli Stati Uniti a livello internazionale”. Non usa mezze parole il Presidente americano Joe Biden per chiedere al Senato di approvare due proposte di legge che introducono norme più restrittive sulla circolazione delle armi nel Paese dove sono di nuovo tornate a salire le sparatorie.

Le armi sono come un’epidemia

"La violenza armata è un’epidemia - ha sottolineato il leader della Casa Bianca - e non finirò mai di ripeterlo.” Un obiettivo non facile da raggiungere visto che negli Stati Uniti è ancora diffusa l’idea che i cittadini abbiano diritto alla difesa personale anche con l’uso di pistole e fucili.

Ecco perché Biden ha come obiettivo di mettere al bando i fucili d’assalto in stile militare e i super caricatori. “Negli ultimi dieci anni il numero di sparatorie di massa è effettivamente diminuito, ha sottolineato il presidente USA. Anche le forze dell’ordine lo confermano. Ma ci sono ancora troppe stragi familiari e non.” Il leader democratico ha quindi ricordato l’ultima tragedia accaduta poche ore prima del suo discorso. Nel Sud Carolina l’ex giocatore di football Phillip Adams ha ucciso cinque persone, tra cui due bambini di 5 e 9 anni, e poi si è tolto la vita.

"La violenza armata è un’epidemia e non finirò mai di ripeterlo. Un motivo di imbarazzo per gli USA.”
Joe Biden
Presidente Stati Uniti

Biden ha anche deciso di nominare David Chipman, noto attivista del movimento che chiede un maggior controllo su pistole e fucili, capo dell’agenzia federale che si occupa di supervisionare l’utilizzo delle armi (Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives). Tra i provvedimenti ci sono inoltre aiuti maggiori alle agenzie che si occupano della lotta alla violenza e la richiesta di un rapporto complessivo sul traffico di armi negli Stati Uniti negli ultimi 21 anni (dal 2000 in poi).

La risposta delle lobby

Le proposte di legge per ottenere il via libera necessitano del sostegno di 60 senatori (i democratici possono contare solo su 50). Una sfida per nulla semplice. All’interno del partito conservatore è forte la posizione della lobby delle armi americana, la Nra, totalmente contraria a nuove restrizioni. “Siamo pronti a combattere” contro queste misure estreme, ha scritto in un tweet la National Rifle Association. “Nessuno vuole promuovere qualcosa che viola il secondo emendamento della Costituzione americana”, ha risposto Biden, “ma nessun emendamento è permanente.” Il braccio di ferro è appena iniziato.