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Vini invecchiati in fondo al mare. La nuova moda dei produttori europei

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Di Debora Gandini
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Può sembrare strano ma è tutto vero. Sono sempre di più i produttori non solo europei che decidono di fare invecchiare i loro vini sul fondo del mare. In apposite cantine sommerse, in Francia, Spagna, Italia, Grecia, ma anche Stati Uniti, Cile o Australia.

Conservare le bottiglie sul fondo marino, sostengono importanti esperti vinicoli, offre condizioni migliori per invecchiare un rosso o un bianco e porta a dei risultati molto interessanti, mantenendo inalterate le caratteristiche organolettiche. Secondo Mark O’Neill, esperto del settore vitivinicolo alcuni vini hanno un sapore diverso, sono maturati più velocemente ma con un retrogusto delicato. Non sempre però si ottiene questo risultato. C’è ancora molta ricerca da fare su questo argomento, anche dal punto di vista scientifico. certo è sempre gradevole assaporare qualcosa di nuovo e particolare.”

"Alcuni vini hanno un sapore diverso, maturano più velocemente in fondo al mare ma con un retrogusto delicato."
Mark O’Neill
Esperto settore vitivinicolo

Cantine a quindici, venti metri di profondità per un Bordeaux fino a sessanta metri per uno spumante made in Italy. Stando a diverse ricerche più si va in profondità e più la temperatura resta costante, regna la penombra e le correnti esercitano una forte contro-pressione, che per le bottiglie di vino frizzante è indispensabile.

Questo metodo di far invecchiare il vino in mare esiste già da una decina di anni, ma solo ultimamente è diventato una moda. O meglio un mezzo diverso usato dal settore vinicolo che sta entusiasmando produttori e consumatori.