ULTIM'ORA
This content is not available in your region

L'Italia si riconfina : fa polemica in Sardegna il passaggio in Zona Arancione

euronews_icons_loading
L'Italia si riconfina : fa polemica in Sardegna il passaggio in Zona Arancione
Diritti d'autore  euronews
Dimensioni di testo Aa Aa

L’Italia ritorna in lockdown per Pasqua, travolta dalla terza ondata di Covid-19. Anche la Sardegna, unica regione italiana che era riuscita a contenere il contagio, si è dovuta adeguare.

L'eccezione sarda

La Sardegna era tornata quasi alla normalità quando il resto d’Europa cominciava a chiudersi. Complici la sua insularità, la bassa densità e una vasta campagna di screening, la regione è stata, per poco, l'unica "zona bianca" d’Italia.

I residenti di Carloforte, sull’ isola di San Pietro, ricordano quel periodo già con nostalgia: “La Sardegna è stata bianca per tre settimane - ricorda Stefania, è stata una cosa positiva per noi che ci potevamo muovere più liberamente all'interno di tutta la regione”. Per Marisa, ex insegnante, “Vivere in zona bianca ha significato respirare un po' d'aria in più, poter andare a fare qualche passeggiata un po più lunga, poter incontrare delle persone, fermarsi a chiacchierare.”

Per quasi un mese la Sardegna è riuscita a mantenere l’incidenza settimanale sotto i 50 casi ogni centomila abitanti, quando nelle zone rosse salivano anche oltre i 500.

La zona bianca "un risultato sudato"

Sull’isola di San Pietro, Stefania ha raggiunto la sorella con le figlie per ascoltare il punto settimanale del sindaco Salvatore Puggioni sul Covid. Le misure cambiano cosí in fretta che questo appuntamento è ormai gettonatissimo.

Il sindaco ha annunciato quella sera che la Sardegna sarebbe probabilmente passata in zona arancione. Quindi con bar e ristoranti nuovamente chiusi e l’impossibilità di spostarsi dal comune. Per lui “Zona bianca vuol dire aver acquisito un risultato che non è frutto del caso, ma è un risultato sudato, ma veramente tanto sudato, e bisognerebbe mantenerlo. Dobbiamo rispettare le ordinanze dell’amministrazione regionale. Noi confidiamo tantissimo su quello”.

L'attesa pesa sui carlofortini come sul resto della Sardegna. "Siamo tutti stanchi di vivere in questa maniera così compressa - lamenta Marisa -. Schiacciati, le spese veloci. Nessuna possibilità di ritrovarsi e di comunicare”. Per Stefania questa decisione non si giustifica: “Non so perché il cambiamento è stato così repentino. Però effettivamente i casi che noi vediamo in televisione nella nostra regione non esistono, sono molto minori".

Monica Pinna
La desolazione dei restoranti chiusiMonica Pinna

Il passaggio all'arancione

La conferma di Roma non si è fatta attendere e l’indomani i residenti hanno trascorso il loro ultimo fine settimana in zona bianca. Cristiano, ristoratore, si sente spiazzato: “Le bollette arrivano, gli affitti continuano ad arrivare e quindi non si sa più bene cosa fare. Però non è neanche questo il problema. Il problema è proprio una questione di come si decide di che colore siamo. Fino a ieri c'era l'0,8 per cento di contagi in Sardegna e oggi siamo arancioni?”

La "tavolozza" italiana, una strategia contestata

Il Governo italiano ha stabilito a novembre un sistema di misure differenziate a seconda delle regioni. Dal bianco al rosso a seconda del rischio Covid.

Il colore di ogni regione viene rivalutato ogni settimana seguendo la progressione della pandemia e in particolare l'andamento del valore RT, l'indice di contagio. Strategie simili sono state osservate anche in altri Paesi europei, come la Francia e la Spagna.

Il sistema italiano secondo il virologo Andrea Crisanti sta mostrando tutti i suoi limiti: “Tutte le strategie che hanno tentato di controllare l'RT invece che abbattere l'incidenza sono andate incontro a questa altalena di stop and go che è risultata totalmente inefficace - dice - Dopo il primo lockdown italiano si è persa l'occasione di mettere in piedi un sistema di controllo, di tracciamento e di chiusure e restrizioni automatiche qualora si verificassero cluster con l'illusione che tutto fosse finito. Quello che vediamo adesso il risultato di errori ripetuti fatti fatti nel tempo”.

Le decisioni del Governo hanno in piú occasioni scatenato polemiche a livello locale, come qui in Sardegna. L’amministrazione regionale ha rifiutato ogni commento. Per il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu, invece, la decisione è ingiustificata: “Saremmo potuti restare ancora in zona bianca anche perché sui 21 indicatori utilizzati dal Governo per valutare le situazioni di rischio 20 erano sotto la soglia del rischio e solo uno era leggermente salito, l'indice RT. Penso che probabilmente un'altra settimana l'avremmo potuta fare”.

Monica Pinna
La Sardegna, da isola felice...Monica Pinna
Monica Pinna
... a zona arancioneMonica Pinna

Il turismo, da alleato a pericolo

Il turismo è un alleato prezioso per regioni come la Sardegna, ma anche un potenziale pericolo. L’anno scorso la regione si affacciò sull'estate con livelli di contagio bassissimi. In agosto invece i cluster si moltiplicarono. Oggi si teme che lo scenario si ripeta.

Siamo andati a Olbia, il principale porto turistico sardo, per vedere come vengono gestiti gli arrivi. Tutti i passeggeri non vaccinati sprovvisti di tampone vengono testati all’arrivo. Controlli a maglia troppo larga per alcuni. Secondo alcuni autotrasportatori che abbiamo incontrato, “Il tampone va fatto prima di partire, non quando si sbarca".

Cosa accadrà durante l’alta stagione con arrivi potenzialmente molto superiori a quelli odierni? Lo abbiamo chiesto ad Alberto Fozzi della Direzione Generale della Protezione Civile Sardegna: “La strategia per il periodo estivo vuole essere quella di far muovere le persone solo se preventivamente vaccinate oppure già con il tampone, perché ovviamente pensare di fare uno screening così attento e scrupoloso come viene fatto ora su 600 passeggeri in arrivo, quando questi diventano migliaia di passeggeri sarebbe comunque impossibile”.

Monica Pinna
Un lockdown contestatoMonica Pinna

La vaccinazione, soluzione centrale per uscire dalla crisi

Si tornerà a viaggiare quest’estate? Crisanti ha forti dubbi. Il numero di casi è attualmente troppo elevato – ha detto – rispetto all’anno scorso dopo il primo lockdown: “A questo punto penso che bisogna affidarsi a tre strategie che concorrono, che sono vaccinazione, distanziamento sociale, lo sviluppo di sistemi di sorveglianza e tracciamento supportati da capacità informatica e da una capacità di fare tamponi molecolari che in questo momento ancora non abbiamo”.

Tutti concordano sul ruolo centrale della vaccinazione per uscire dalla crisi. I paesi Europei ci si sono lanciati a capofitto. L’Italia va a rilento a causa dei ritardi nella fornitura di dosi. Nel nuovissimo centro di Olbia si corre a piú non posso per recuperare il ritardo. La Sardegna è agli ultimi posti per vaccini somministrati.

Pinna, Monica/
Monica PinnaPinna, Monica/

Spiega il dottor Marco Cilliano dell'Ats di Olbia: “Siamo abbastanza in linea con i programmi nonostante enormi difficoltà. Ci sono enormi difficoltà nel reclutamento, nei sistemi informatici, nell'approvvigionamento delle dosi, nell'avere la riserva di dosi per le seconde dosi”.

Mentre la campagna di vaccinazione prende il volo in tutto il mondo, si fa avanti l’idea del passaporto vaccinale. La Commissione europea annuncia che sarà disponibile da giugno con l’obiettivo di ripartire e salvare l’economia, che equivale anche a salvare vite.