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Se volete vedere come sarà la nuova normalità post-Covid, guardate a Gibilterra

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Di Luke Hurst  & Alice Tidey
Mercatini settimanali nel comune di La Línea de la Concepción, l'ultimo pezzo di terra spagnolo prima di entrare a Gibilterra (sullo sfondo, la rocca che domina il territorio)
Mercatini settimanali nel comune di La Línea de la Concepción, l'ultimo pezzo di terra spagnolo prima di entrare a Gibilterra (sullo sfondo, la rocca che domina il territorio)   -   Diritti d'autore  Emilio Morenatti/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
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Gibilterra, il piccolo territorio britannico d'oltremare sulla costa meridionale della Spagna, è passato da essere uno dei luoghi più colpiti dalla pandemia di coronavirus, nello scorso inverno, ad essere uno dei luoghi più aperti e con meno restrizioni d'Europa.

Si tratta di una striscia di terra densamente popolata, con un sacco di movimento di frontalieri che vanno e vengono ogni giorno dalla Spagna per lavorare.

Qui, la Covid-19 ha infettato finora oltre 4mila dei 33mila residenti, uccidendone 94.

Le ristrette dimensioni del territorio hanno reso ancor più pericoloso il Sars-CoV-2; al contempo, però, il numero relativamente piccolo di abitanti ha permesso alla campagna vaccinale di decollare.

Il governo locale conta infatti di aver vaccinato tutti i residenti di età superiore ai 16 anni entro la fine del mese di marzo.

Il successo della campagna di vaccinazione è in gran parte dovuto alle spedizioni di vaccini Pfizer-BioNTech provenienti dal Regno Unito.

L'aver vaccinato quasi tutta la popolazione ha permesso a Gibilterra di allentare le restrizioni sanitarie, fornendo in qualche modo un'anteprima di ciò che attende il Regno Unito tra qualche settimana, quando una consistente percentuale dei suoi 66 milioni di abitanti sarà già immunizzata.

"Poter uscire alla sera sembra così surreale"

I cittadini di Gibilterra possono ora godersi un pasto al ristorante alla sera, annaffiato con una buona bottiglia di vino, assieme agli amici. C'è un coprifuoco che va da mezzanotte alle 5 del mattino, ma dovrebbe essere completamente revocato il 25 marzo prossimo, se i numeri della pandemia si menterranno su questi bassi livelli.

"Ho prenotato subito un tavolo per la cena al Piccadilly Gardens", racconta a Euronews un funzionario pubblico, Jared Negron. "Ovviamente sono andato a cenare con la mia bolla sociale. Il cibo, l'atmosfera e il fatto di poter uscire alla sera... sembrava tutto così surreale".

Negron spera in una buona estate, "senza Covid", e con molti turisti vaccinati così da rilanciare l'economia locale.

Attualmente, possono entrare nel territorio i cittadini di Gibilterra o i residenti, assieme a coloro che possono dimostrare un impiego sul territorio. Ci sono rigidi controlli sanitari, soprattutto per coloro che provengono da un paese a rischio e che sono obbligati alla quarantena. Ma presto tutto potrebbe cambiare con il ritorno del turismo, un settore chiave da queste parti.

Bernat Armangue/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
Fuori da un bar di Gibilterra il 4 marzo scorsoBernat Armangue/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.

Rimangono in vigore ancora poche restrizioni, tra queste l'utilizzo obbligatorio della mascherina.

L'artista Makedonda Shutova non vede l'ora di potersene liberare al più presto. "Mi mancano i bei volti e i sorrisi delle persone. La maggior parte delle mascherine sono solo di tessuto, senza filtri, non credo abbiano alcun effetto, soprattutto con il caldo".

Un altro dipendente pubblico, Stuart Greene, racconta ad Euronews di essere stato fuori con la famiglia per godersi un pasto in un locale prima di fare shopping in città.

"A parte indossare le mascherine mentre si fanno acquisti, sembrava di essere tornati quasi alla normalità".

Operazione libertà

Ma la lotta di Gibilterra per ritrovare la normalità perduta lo scorso anno è solo all'inizio.

Potenziali minacce arrivano da fuori, dal mondo globalizzato, dove l'accesso ai vaccini è ineguale e dove possono emergere nuove varianti del virus ovunque - soprattutto in quei Paesi che non riescono ad ottenere in tempo i preziosi farmaci.

La ministra della salute, Samantha Sacramento, ha lavorato su alcuni piani di emergenza che includono possibili richiami delle vaccinazioni, se necessario.

"Essere vaccinati non dà assolutamente carta bianca per comportarsi come si vuole, senza alcuna restrizione. Ma ovviamente dobbiamo anche tornare ad essere un po' più 'umani' e respirare aria fresca", le parole della ministra. "Si chiama Operazione Libertà, ma con cautela".

Trovare l'equilibrio può essere difficile per un territorio legato a doppio filo sia alla Spagna che al Regno Unito.

In quanto territorio britannico, Gibilterra ha ricevuto cinque spedizioni di vaccini da Londra, soprattutto Pfizer-BioNTech. Una manciata di vaccini AstraZeneca è stata riservata ai più vulnerabili a gravi reazioni allergiche.

Imporre tamponi negativi e quarantena all'ingresso consentirebbe di aumentare il numero di voli tra Gibilterra e Regno Unito, anche se preoccupa la variante più contagiosa del nuovo coronavirus identificata per la prima volta in Gran Bretagna.

In Spagna, grazie alle restrizioni, l'impatto della nuova ondata di coronavirus sul sistema sanitario pubblico è stato limitato.

Ma, come in gran parte dell'Unione Europea, anche sul territorio spagnolo fatica a prendere quota la campagna vaccinale. La speranza è quella di immunizzare almeno 33 milioni di residenti, ovvero il 70% della popolazione (al momento di scrivere siamo fermi al 4.5%).

Claustrofobia

La maggior parte degli abitanti di Gibilterra è desiderosa di viaggiare.

Con una superficie di soli 6,7 chilometri quadrati - si tratta di territorio poco più grande di Città del Vaticano o Monaco, dominato dall'imponente presenza della famosa Rocca - vivere qui può essere claustrofobico.

"Sono stato sulla Rocca per un paio di mesi, senza aver mai messo piede in Spagna. Oltrepassare il confine ha un grande ruolo nelle nostre vite, così come visitare nuove città ogni fine settimana. Non vediamo l'ora di poter tornare a farlo", dice Christian Segovia, ingegnere di 24 anni per una compagnia di navigazione.

Con oltre 15mila persone completamente vaccinate, e altre 11mila in attesa della seconda dose, ad essere chiamati per la prima iniezione sono ora i 20enni.

I non residenti che lavorano nel settore sanitario o in prima linea sono già stati tutti vaccinati, e si stanno completando le procedure per vaccinare tutti i restanti lavoratori transfrontalieri.

Vanesa Olivero fa la pendolare ogni giorno. Attraversa a piedi la pista di atterraggio dell'aeroporto che separa Gibilterra da La Línea de la Concepción, in Spagna. Circa 15mila persone percorrevano lo stesso tragitto prima della pandemia, ma ora che il turismo è fermo i numeri sono più bassi.

La 40enne, che vende tabacco e liquori in uno dei tanti negozi duty-free di Gibilterra, dice che non vede l'ora di vaccinarsi perché si sente a rischio, a continuo contatto col pubblico. Soffre d'asma, ha due figlie e parenti anziani di cui prendersi cura. "Ditemi solo dove e quando e mi farò trovare pronta", scherza Olivero. "Voglio che tutto questo finisca per tornare alla normalità, per poter dare un abbraccio, un bacio, per andare a bere qualcosa con gli amici".

Bernat Armangue/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
Centro vaccinale a Gibilterra nell'ambito dell'"Operazione Libertà"Bernat Armangue/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.

Allo stadio con i tifosi

Gibilterra ha emesso certificati vaccinali per tutti coloro che hanno completato il ciclo con la seconda iniezione.

C'è allo studio un'app che memorizza i dati dei vaccini e i risultati dei tamponi. Le autorità vogliono collegare questi dati con quelli di altre piattaforme così da poter rilanciare i viaggi internazionali.

C'è però chi è critico e sottolinea come i "passaporti vaccinali" non facciano altro che discriminare coloro che non possono avere accesso ai vaccini, come gli abitanti dei Paesi più poveri.

Gino Jiménez, presidente dell'Associazione dei ristoratori di Gibilterra, nutre qualche dubbio ma accoglie con favore l'introduzione dei certificati vaccinali se dovessero aiutare a riportare sotto la Rocca i turisti stranieri.

Il suo ristorante, un popolare ritrovo per colazioni e pranzi, segue le linee guida delle autorità sanitarie. Spera di far ritornare, poco a poco, "coloro che timidamente si stanno avventurando fuori per vedere se è sicuro uscire".

"Siamo una comunità molto unita, molto socievole. E non c'è niente di meglio che sedersi intorno al tavolo a bere una tazza di caffè e fare due chiacchiere", dice Jiménez.

Sta facendo pressione sul governo locale per accelerare il ritmo di vaccinazione dei quasi 2mila dipendenti di ristoranti e pub, per la maggior parte spagnoli.

I camerieri qui indossano due mascherine, si possono prenotare tavoli per un massimo di sei commensali e non è permessa la vendita pomeridiana di alcolici.

Dopo aver riaperto le scuole, aver spostato il coprifuoco notturno dalle 22 a mezzanotte e aver eliminato l'obbligo di indossare le mascherine nelle aree a bassa densità e non commerciali, il prossimo grande evento in calendario da queste parti è la partita di calcio tra la nazionale locale e l'Olanda, il 30 marzo prossimo.

L'incontro di qualificazione alla Coppa del Mondo sarà un test per la ripresa degli eventi di massa e verrà consentita una capienza del 50% dei tifosi allo stadio. Per entrare sarà necessario dimostrare di essere immunizzati o negativi al coronavirus.

Mentre aspettano il match, gli abitanti di Gibilterra si godono questa nuova normalità.

Alla controguardia di Chatham, un bastione difensivo del XVIII secolo trasformato in una zona brulicante di pub e ristoranti, una dozzina di compagni di squadra del Collegians Gibraltar Hockey Team festeggiano davanti a delle pinte di birra il loro primo allenamento da novembre.

"Questa è normalità... poterti prendere una birra con i tuoi amici", dice Adrian Hernandez, 51 anni. "Dio, quanto mi mancava tutto questo!"