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Ancora precarietà politica in Israele? Secondo i primi risultati Netanyahu ha scarsa maggioranza

Di euronews
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Ancora precarietà politica in Israele? Secondo i primi risultati Netanyahu ha scarsa maggioranza
Diritti d'autore  Maya Alleruzzo/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
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Eppure questa volta ci sperava. Il premiere israeliano Benjamin Netanyahu alla quarta elezione in due anni, non ottiene una maggioranza stabile neanche ora, dopo una campagna vaccinale all'insegna dell'efficienza.

Ma nemmeno i presunti successi anti-covid, e quelli politici nelle relazioni diplomatiche con vari Paesi arabi, sembrano aver dato al leader del Likud i voti necessari per tenere in pugno l'esecutivo, infatti se i risultati dovessero essere confermati non avrebbe i seggi sperati.

Netanyahu ha detto in prima battuta a urne ancora calde: "questa sera abbiamo fatto l'incredibile. Siamo riusciti a fare del Likud il primo partito israeliano, con ampi margini".

Evidente messaggio di qualcuno che intende mostrare ai militanti e agli elettori il bicchiere mezzo pieno.

Soluzione comunicativa condivisa anche dal rivale centrista, leader del partito Yesh Atid, Yair Lapid, arrivato secondo, che ha dichiarato:

"penso che ci possiamo sentire fieri del nostro operato e del risultato ottenuto. Al momento Netanyahu non ha i 61 seggi, il blocco del cambiamento sì".

Anche di fronte ai successi di Netanyahu contro il covid e sul fronte delle realzioni internazionali soprattutto nel Golfo persico, l'arena politica israeliana è frantumata, il parlamento è pieno di piccoli partiti spesso sensibili all'ultra-nazionalismo, alla xenofobia soprattutto verso gli arabi, e al fanatismo religioso.

È bene non dimenticare che Benjamin Netanyahu anima sulla scena politica mediorientale da ben più di due decenni, porta non solo il fardello degli anni, ma pure dei contrattempi con la giustizia (vedi accuse e processi per corruzione) che spesso insorgono come patologie senili associate alla longevità politica.