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Un personale sanitario da Premio Nobel

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Di Giorgia Orlandi
Un personale sanitario da Premio Nobel
Diritti d'autore  Claudio Furlan/LaPresse
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L’intero corpo sanitario italiano candidato al premio Nobel per la Pace 2021 per l’impegno nella lotta all’emergenza Covid-19. La campagna di adesione è stata promossa dalla “Fondazione Gorbachev”, che si occupa anche di organizzare annualmente il summit dei Premi Nobel per la Pace.

Il presidente, Marzio Dallagiovanna, ha raccontato ad Euronews i motivi della candidatura che interessa eccezionalmente una vasta categoria: dai medici ai tecnici e non solo. Tutti coloro che, ha spiegato, si sono trovati a fronteggiare la pandemia.

Una sfida per molti impossibile da superare all’inizio quando tutto è cominciato, lo scorso anno. Il ricordo di quei giorni fa ancora commuovere come nel caso del Professor Luigi Cavanna, diventato il testimonial della campagna.

Il primario di Oncologia presso l’ospedale di Piacenza, ripercorre quei giorni interminabili: ad emozionare ancora è l’impegno dimostrato dai colleghi che insieme a lui si sono confrontati con qualcosa di nuovo mai visto prima.

L’impegno in prima linea lo ha portato a scendere in campo mettendo in pratica la medicina sul territorio. Per evitare la saturazione degli ospedali, Il professore è andato a curare i malati casa per casa, per evitare che potessero manifestare i sintomi più gravi.

Ma affrontare per primi la crisi sanitaria ha significato per molti perdere la vita, come in una vera e propria guerra. Sono ben 342, ad oggi, i medici che hanno perso la vita, una ottantina gli infermieri. Una battaglia, come ha spiegato il Presidente Dallagiovanna, affrontata dal corpo sanitario italiano ma che simbolicamente rappresenta la sfida con la quale si è dovuta confrontare la categoria anche nel resto del mondo.