Myanmar, scia di sangue: le Nazioni Unite condannano le violenze dei militari

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Di Stefania De Michele
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Non si placa la violenza in Myanmar dopo il colpo di stato del 1 febbraio scorso. L'Onu condanna la repressione della giunta militare birmana nei confronti dei manifestanti

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Tante piccole luci in omaggio alle vittime della repressione militare, secondo fonti locali 59 manifestanti birmani uccisi nelle ultime ore nella sola Yangon dove le forze di sicurezza hanno sparato contro la folla. 

Veglie di preghiera e cortei hanno fatto seguito alla giornata più sanguinosa dall'inizio delle proteste contro il golpe del primo febbraio in Myanmar.

Un lungo convoglio di motociclisti ha portato il messaggio di dissenso attraverso i villaggi intorno alla piccola città di Dawei, diventata un presidio di resistenza al colpo di stato. 

Dalle Nazioni Unite la condanna dell'escalation di violenza.

"In Myanmar abbiamo assistito a un fine settimana di sangue. Secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani, almeno 138 manifestanti pacifici, tra cui donne e bambini, sono stati uccisi dal 1° febbraio - dice Stéphane Dujarric, portavoce dell'Onu - Il Segretario generale condanna fermamente la violenza in corso contro i manifestanti e la continua violazione dei più elementari diritti umani del popolo del Myanmar. "

Nel tweet di António Guterres, Segretario generale dell'Onu : "_Sono inorridito dall'escalation di violenza in Myanmar per mano dei militari. _Esorto la comunità internazionale a lavorare collettivamente e bilateralmente per aiutare a porre fine alla repressione".

STR/AFP or licensors
Proteste in MyanmarSTR/AFP or licensors

Gli attacchi alle fabbriche gestite dai cinesi a Yangon hanno anche richiamato le rimostranze di Pechino, che chiede la protezione delle proprietà. Non è chiaro chi siano i responsabili degli attentati incendiari, ma in Myanmar c'è la convinzione che la Cina stia sostenendo la giunta militare birmana. Dopo i roghi un grande convoglio di camion militari ha attraversato la zona industriale dove si trovano diversi stabilimenti di proprietà cinese.

La giunta ha ora esteso la legge marziale amministrativa e giudiziaria, in capo al comandante regionale di Yangon "per garantire la sicurezza, mantenere lo stato di diritto e la tranquillità in modo più efficace", è stato annunciato dalla tv di Stato.

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