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Il mondo della cultura si interroga sulle modalità della riapertura

Di Giulia Avataneo
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Un teatro vuoto durante il lockdown
Un teatro vuoto durante il lockdown   -   Diritti d'autore  Thanassis Stavrakis/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
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Il mondo della cultura e il suo pubblico sognano la ripartenza. In Gran Bretagna, paese più virtuoso del continente europeo per somministrazione dei vaccini, questo è uno scenario più concreto. Ma l'incognita su tempi e modi è ancora aperta. Euronews è andata al teatro Clapham Grand di Londra.

"Penso che nessuno abbia la bacchetta magica - dice Ally Wolf, gestore - Neppure il vaccino offre una protezione al 100%. I test hanno un margine di errore. Penso che ne usciremo grazie a una combinazione di fattori diversi, che permetteranno di contenere il rischio mentre torneremo gradualmente a una piena capacità".

Questione controversa

Le immagini dei teatri con il tutto esaurito non risalgono a molto tempo fa, eppure sembrano legate a un passato che sarà difficile da recuperare. Adesso che è iniziata la campagna vaccinale ci si chiede se sia giusto che il certificato di avvenuta vaccinazione possa spalancare le porte dei luoghi pubblici.

"È una scelta che mette in gioco molti aspetti - continua Wolf - compreso il tema di rendere esclusivo un contesto che nasce con l'obiettivo di includere il maggior numero possibile di spettatori".

L'ipotesi di trovarsi a consultare registri vaccinali e certificazione non incontra l'entusiasmo del manager.

"Tanto per cominciare - spiega - i motivi per cui la gente non si vaccina sono diversi. Ovviamente c'è chi ha delle remore per l'uso che si potrebbe fare dei loro dati personali. Il tema è davvero molto ampio. La sicurezza pubblica viene prima di tutto, come tenere in vita l'industria dello spettacolo. Ma questo non può avvenire alle spese di gruppi di persone che vengono tagliate fuori".

Il Covid nella gestione del rischio

Il teatro si è dato molto da fare nell'ultimo anno per sperimentare forme che garantissero il distanziamento sociale, che però faticano a tenere in piedi il settore.

Il governo britannico, che ha già riaperto le scuole, spera di rimuovere le ultime restrizioni entro il 21 giugno. L'auspicio è che la gente possa ritrovareuna normalità fatta anche di momenti di spettacolo condivisi e di luoghi come il teatro.

Mark Davyd è l'amministratore delegato di Music Venue Trust:

"Quello che bisogna spiegare è che la gestione del Covid per noi rientra nella gestione del rischio, allo stesso modo del terrorismo o dell'abuso di alcol. Nei nostri locali si fa continuamente gestione del rischio. Come esistono i certificati di vaccinazione, andrebbero consegnati anche certificati di esenzione alle categorie che non possono vaccinarsi. Un attestato che dimostri che se non sono vaccinate è per cause indipendenti dalla loro volontà.

L'ora X per l'allentamento delle restrizioni in Gran Bretagna è fra tre mesi. Ad alcuni potrebbe sembrare difficile che la vita normale riprenderà al 100%. Ma per tutti è una speranza.