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Il peso della pandemia sulle donne: una su 4 valuta di cambiare o lasciare il lavoro

Di Giulia Avataneo
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Il peso della pandemia sulle donne: una su 4 valuta di cambiare o lasciare il lavoro
Diritti d'autore  David Zalubowski/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
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La crisi economica scaturita dalla pandemia di Covid 19 non ha colpito la popolazione in modo uniforme. A farne le spese sono stati soprattutto i giovani e le donne. Se i primi hanno pagato il precariato, le seconde sono penalizzate dal lavoro nei comparti più colpiti, come i servizi e l'assistenza, o il lavoro domestico.

Secondo l'Organizzazione Internazionale del Lavoro e l'ONU Women, il 41% delle donne lavora nei settori in crisi.

Donne in corsia

Un recente studio di McKinsey conferma l'impatto negativo sull'occupazione femminile e ancor più sulla popolazione femminile di colore. Una donna su quattro valuta di cambiare lavoro o lasciarlo del tutto. Questo nonostante le donne siano in prima linea in corsia degli ospedali o nell'assistenza sociale.

Secondo dati Oms il 70% degli operatori sanitari e sociali è costituito da donne.

Le operatrici sanitarie contribuiscono annualmente all'economia globale per circa 2.500 miliardi di euro. Cifre imponenti anche se circa la metà del lavoro nel settore non è retribuito.

Opportunità mancate

La pandemia minaccia di cancellare decenni di progresso economico.

Anche prima del Covid 19 il Global Gender Gap Report indicava che la parità di genere non sarebbe stata raggiunta per 99 anni e mezzo. L'asticella potrebbe slittare ancora.

In più, la leadership femminile rappresenta un valore non sfruttato dalle società. Sottorappresentate in politica, le donne mancano anche nei ruoli chiave della sanità, come ministeri o organizzazioni internazionali. Eppure le loro capacità sono dimostrate. I Paesi guidati dalle donne hanno chiuso prima di fronte alla pandemia, fatto più test e mantenuto sotto controllo il numero di contagi.