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Boicottare i Giochi invernali di Pechino 2022? Risponde Rob Koehler di Global Athlete

Di Andrew Robini
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Boicottare i Giochi invernali di Pechino 2022? Risponde Rob Koehler di Global Athlete
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L'appello al boicottaggio delle Olimpiadi invernali di Pechino 2022 è "destinato al fallimento". Così il portavoce del governo cinese Guo Weimins, mentre legislatori e consiglieri politici hanno iniziato a arrivare nella capitale cinese per il più grande raduno annuale del calendario politico.

L'appello al boicottaggio è stato accolto in larga parte con il silenzio in virtù anche della regola 50 della Carta olimpica che vieta agli atleti qualsiasi tipo di manifestazione o di propaganda politica, religiosa o razziale nei siti, nelle sedi o in altre aree olimpiche.

La pressione internazionale però resiste anche se non fa rumore. Anche se ristretto un gruppo costituito da avvocati, politici e attivisti internazionali continua a esercitare pressioni sugli sponsor olimpici, le federazioni sportive, i governi e gli atleti contro i "Giochi del genocidio" a causa delle violazioni dei diritti umani contro le minoranze in Cina.

Ma non basta, c'è stato il voto, ad esempio, della Camera dei Comuni canadese si trattava di un referendum non vincolante, sulla Cina e il genocidio contro più di 1 milione di uiguri e ha chiesto al Cio di spostare le Olimpiadi da Pechino. Il parlamento olandese ha approvato una mozione simile, e anche il segretario di Stato americano Antony Blinken ha parlato di genocidio contro la minoranza cinese degli uiguri.

Rob Koehler del Global Athlete ha commentato: "Siamo stati molto chiari e altri gruppi di atleti sono stati molto chiari sul fatto che la regola 50.2 deve essere abrogata. È semplicemente inaccettabile che il CIO voglia mettere a tacere gli atleti che vogliono alzarsi e parlare per l'ingiustizia sociale o razziale. la libertà di espressione è un diritto umano fondamentale e le regole dello sport non possono sostituire tali diritti, quindi riteniamo che la regola debba essere abolita e dare agli atleti la possibilità di parlare. È stato supportato dagli atleti statunitensi, dagli atleti canadesi, dagli atleti neozelandesi, quindi deve cambiare ''.

-Lei ha parlato del Cio, ritiene che il il comitato sia responsabile per mettere gli atleti in questa situazione?

"Quando gli atleti entrano a Pechino, devono avere protezione e avere la capacità di parlare. Il CIO è lo stakeholder numero uno da incolpare per aver assegnato i Giochi a Pechino, soprattutto considerando il record di diritti umani che la Cina ha. Questa non è una novità, nel 2008 ci sono stati problemi e si è parlato di boicottaggio in occasione dei giochi estivi e ora andando verso il 2022 ci sono le stesse discussioni. Agli atleti viene chiesto di andare ai Giochi e non avere voce in capitolo sui Giochi, invece si chiede un maggiore coinvolgimento ed è giusto quindi consentire agli atleti di parlare e quando parlano che siano protetti".