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Mandare un uomo su Marte entro il 2026? L'astronauta Luca Parmitano: ci sono moltissimi ostacoli

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In collegamento con Euronews, l'astronauta italiano Luca Parmitano
In collegamento con Euronews, l'astronauta italiano Luca Parmitano   -   Diritti d'autore  Euronews
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Come scrive Carl Sagan nel suo romanzo Contact, l'universo è talmente grande che se ci fossimo soltanto noi sarebbe davvero uno spreco di spazio. Ed è anche per rispondere alla più grande delle domande ("c'è vita, là fuori?"), che la missione Mars 2020 ha fatto arrivare il suo quinto rover sul Pianeta Rosso.

Lo sbarco su Marte della Nasa eccita le fantasie di Elon Musk, che promette uno sbarco umano su Marte sotto il segno di Space X nel 2026.Abbiamo chiesto all'astronatuta italiano dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), Luca Parmitano, se questa avventura sia davvero possibile.

"E' un businessman, un provocatore - anche geniale per certi aspetti - ma è nel business dell'esplorazione spaziale da poco tempo. Ci sono moltissimi ostacoli al momento ad un volo umano verso Marte", dice Parmitano a Euronews.

"Parliamo di tecnologia che deve essere autoriparante, capacità logistiche che al momento non abbiamo, motori da reinventare per portare ad un'accelerazione che ci permetta di viaggiare verso Marte in tempistiche molto ridotte rispetto ai sei mesi che ci vogliono adesso (e soltanto quando i pianeti sono allineati in un certo modo".

Parmitano trova molto più probabile, nella prossima decade, "una riconquista della Luna", visti i tentativi degli ultimi anni di spostare il fulcro dall'orbita bassa terrestre verso il nostro satellite.

Quanto a Marte, i nuovi campioni che verranno prelevati serviranno per "cercare di capire se esistono dei collegamenti tra lo sviluppo della vita e le condizioni climatiche di quello che un giorno era Marte, e quello che è adesso. Vogliamo capire se effettivamente le nostre idee e le nostre posizioni sono corrette, ma anche se c'è stata anche contaminazione interplanetaria tra Marte e la Terra", aggiunge Parmitano.

Viaggi spaziali inclusivi

Le istituzioni spaziali pubbliche - sia la Nasa statunitense che l'Esa europea - puntano sulle politiche di inclusione nello spazio, raggiungendo in primis la parità di genere e poi cercando di aprire i viaggi spaziali anche ai portatori di handicap. "Abbiamo un'agenda molto ambiziosa che punta a includere non solo una percentuale sempre più alta di donne per eliminare la disparità di genere, ma vogliamo aprire le porte anche ad alcuni tipi di disabilità che non permettono la partecipazione a processi selettivi come quelli per diventare astronauta", afferma Parmitano. "IlParastronaut feasibility projectè un primo passo per cercare di aprire le porte ad una selezione che includa anche persone con alcuni tipi di disabilità".

"Parliamo di persone di bassa statura, al di sotto dei 130cm, o persone con una disuguaglianza di lunghezza degli arti inferiore, o amputazioni al di sotto del ginocchio o della caviglia", indica l'astronauta siciliano. "Faranno parte di una riserva di astronauti e ci aiuteranno a comprendere quali sono i passaggi successivi e gli investimenti necessari per permettere in futuro a questi astronauti e astronaute di partecipare ad una missione in sicurezza e dare un contributo completo al volo spaziale".

La trivella europea alla ricerca di vita sotto la crosta ghiacciata di Marte

L'Europa, che nel frattempo ha accumulato ritardi tecnici con la missione ExoMars, attende ora la prossima finestra di lancio disponibile.

"ExoMars è innanzitutto un progetto del tutto europeo, con caratteristiche tecnologiche sviluppate in Europa e con il fortissimo contributo dell'Italia", sottolinea Parmitano. "La più grande rivoluzione del nostro Rover è che ha una trivella che per la prima volta vuole scendere al di sotto del permafrost, fino a circa un metro e ottanta di profondità. Quello che si pensa è che possibili possibili sistemi organici possano ancora esistere sotto il permafrost - nonostante il bombardamento delle radiazioni cosmiche sulla superficie di Marte. Con un carotaggio accurato, si vuole dare ancora più possibilità di trovare sistemi organici, materiale e sostanze legate alla vita anche su Marte".

E chi lo sa... magari a posare un piede sulla Luna o su Marte non sarà un equipaggio SpaceX, bensì un astronauta ESA selezionato grazie al bando uscito pochi giorni fa. Chi vivrà, vedrà, come si dice in questi casi.

Durante la sua permanenza di oltre sei mesi sulla Stazione spaziale ISS (ha fatto ritorno sulla terra esattamente un anno fa), Parmitano ha fatto da "corrispondente" in orbita per Euronews, raccontandoci di come si vive lassù, degli esperimenti compiuti a bordo e di come cambia la percezione delle cose a gravità zero. Qui potete ritrovare la playlist con tutti i collegamenti spaziali.