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Il Natale degli ortodossi: distanza di sicurezza e mascherina

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Il Natale degli ortodossi: distanza di sicurezza e mascherina
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Maschere, distanza fisiche e preghiere: i credenti ortodossi russi hanno celebrato questo primo Natale dall'inizio della pandemia quasi come al solito. La solenne messa di Natale si è svolta nelle Chiese e nelle cattedrali di tutto il Paese.

Vladimir Vigilyansky, rettore della Santa Tatiana Martire invita alla calma: "Le autorità hanno verificato che la chiesa non è una zona rossa. Le misure barriere contro il Covid-19 sono rispettate molto più che nei trasporti pubblici o nei negozi. La distanza fisica è rispettata e tutti indossano la mascherina. "

In questa piccola cappella a pochi passi dal Cremlino segni speciali sul pavimento indicano dove sedersi per rispettare la distanza di sicurezza.

I fedeli si sono sentiti sollevati dalla possibilità di assistere alla messa:

"La minaccia di essere infettati non è più grande che in qualsiasi negozio. Ricordiamo ancora Pasqua, quando le Chiese erano davvero chiuse ed è stata una bella sfida per tutti noi".

"Vieni e ti senti come se fossi protetto qui, speriamo che i poteri celesti ci tutelino".

Le autorità della chiesa ortodossa russa hanno esortato i credenti anziani e coloro che sono a rischio di rimanere a casa e assistere alla messa in tv.

Vladimir Putin ha assistito alla messa di Natale in una piccola chiesa nela regione di Novgorod Region. Putin che ancora non è stato vaccinato contro il covid-10 non indossava la mascherina.

Perché il Natale ortodosso cade in un giorno diverso

Nella notte fra il 6 e 7 gennaio che corrisponde alla notte fra il 24 e 25 dicembre del calendario giuliano, si festeggia il Natale ortodosso e di rito orientale, che a seguito della presenza di una numerosa diaspora dai paesi dell'Europa Orientale, vede molti festeggiamenti anche in Italia.

Il calendario introdotto da Giulio Cesare (da qui la denominazione "giuliano") fu sostituito nel 1582 con il calendario gregoriano introdotto da Papa Gregorio XIII al fine di mettere rimedio alle differenze con il calendario astronomico, ma quasi tutte le chiese di rito orientale hanno continuato ad usare quale calendario liturgico quello "giuliano".