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Lo spirito del Natale in coda a Dover: colletta alimentare dei residenti per salvare i camionisti

Volontari locali fanno passare le provviste sotto la recinzione per aiutare gli autisti
Volontari locali fanno passare le provviste sotto la recinzione per aiutare gli autisti   -   Diritti d'autore  Izabela Cjaza
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Migliaia di camion fermi, una fila che si snoda a perdita d'occhio, sotto la pioggia battente. Mucchi di spazzatura che si accumulano sul ciglio della strada. Autisti che piangono, in cabina.

Questa la scena che si è presentata agli occhi di centinaia di cittadini britannici ed europei che, settimana scorsa, hanno trascorso le proprie vacanze natalizie portando cibo ed acqua agli autisti bloccati in coda a Dover.

Le code in avvicinamento al porto inglese sono iniziate circa 10 giorni fa, dopo il divieto della Francia ai viaggi e l'introduzione dell'obbligo di sottoporre tutti i viaggiatori in arrivo dal Regno Unito a tampone anti-coronavirus.

Il risultato è che circa 15mila persone, per lo più autotrasportatori di automezzi pesanti, sono rimasti in coda per giorni e giorni. Tanti anche i privati, a bordo delle loro auto, e perfino uno scuolabus. Al momento di scrivere, il 29 dicembre, gran parte della fila è stata smaltita.

Arkadiusz Wrosz
Lo sforzo umanitario è stato guidato dalla comunità polacca nel Regno UnitoArkadiusz Wrosz

A causa del maxi-ingorgo, in poche ore sono stati svuotati gli scaffali dei supermercati locali. La mini-crisi alimentare ha innescato una catena di solidarietà, messa in piedi da parte della popolazione e delle imprese locali.

A guidare lo sforzo umanitario è stata la comunità polacca nel Regno Unito.

Centinaia di persone si sono mobilitate sui social media per acquistare e consegnare agli automobilisti tonnellate di rifornimenti - soprattutto cibo e acqua, ma anche medicinali essenziali, coperte, salviettine per le mani, mascherine e persino birra, sigarette e regali di Natale - provenienti da tutto il Paese.

Molti autotrasportatori sono stati costretti a trascorrere il Natale fermi in coda. Tre giorni prima, è stato creato un gruppo su Facebook di coordinamento della campagna di supporto agli autisti e nel fine settimana contava già 6mila membri.

Kamil Durlik, un autista polacco, è rimasto in coda da domenica a mercoledì al volante di un camion pieno di pesce fresco - andato poi a male - diretto a Zeebrugge.

"Quei tre giorni sono stati davvero difficili da gestire psicologicamente", dice a Euronews. "Il primo giorno non avevamo né gabinetto, né cibo, né acqua. Eravamo tutti molto turbati ed arrabbiati. Parlo quattro lingue, così ho cercato di spiegare agli altri automobilisti cosa stava succedendo. Ho incontrato autisti provenienti da Arabia Saudita, Kazakistan e Mongolia. Ho trasmesso su TikTok per circa 10 ore per raccontare al mondo cosa stava succedendo".

Marzena Grzywinska
Alcuni autisti sono rimasti giorni senza mangiareMarzena Grzywinska

Gli autotrasportatori sono stati indirizzati all'aeroporto di Manston per i tamponi, ma si è proceduto a rilento e il parcheggio da 4mila posti era già tutto pieno mercoledì. "Il tempo era terribile", continua Durlik. "Nessuno ci è venuto a chiedere se avessimo bisogno di qualcosa. Nessuno".

"C'era un po' d'acqua, ma gli automobilisti hanno dovuto insistere per averla. Ero a circa 2,5 chilometri dall'inizio della coda, e quindi per ottenere qualsiasi cosa ho dovuto camminare per 2,5 km: 40 minuti a piedi sotto la pioggia".

In migliaia nel Regno Unito si sono attivati online per far arrivare ai conducenti bloccati nel Kent rifornimenti e benzina. Tutta beneficienza.

La tensione in quei giorni è salita alle stelle, e alcuni automobilisti sono stati accusati di aver fatto scorta di cibo per poi rivenderlo ad altri in coda.

Non sono mancate risse con la polizia.

Risultato negativo al tampone alla mano, mercoledì Durlik si è diretto ad Oxford e appena arrivato ha dormito fino alle 16. Quindi ha chiamato il suo capo ed è ritornato a Dover (250 km) alle 5 del mattino del giorno di Natale, questa volta con il camion pieno di generi di prima necessità e regali. "Mi sono detto che avrei dovuto aiutare gli altri. I volontari sono stati assolutamente straordinari".

Il gruppo Facecbook ha messo in contatto aspiranti donatori, gastronomie polacche, hotel e ristoranti del Kent, ma sono stati creati punti di raccolta dei rifornimenti in tutto il Regno Unito.

I singoli autisti hanno utilizzato il gruppo per condividere la loro posizione in coda e per richiedere articoli specifici, tra cui un inalatore per l'asma, antidolorifici, prodotti sanitari per le donne alla guida e persino latte in polvere per neonati.

Sylwia Czernichowska
La spesa per i guidatori bloccati alla frontieraSylwia Czernichowska

Il fondatore della pagina, Krzysztof Dworny, gestisce una ditta di minicab a Londra.

Sottolinea che il gruppo è rivolto a tutti gli aspiranti volontari e autisti del Regno Unito: "Non è solamente la comunità polacca. Vogliamo aiutare tutti".

Gli abitanti del Kent hanno portato pasti cucinati in casa sulla carreggiata dell'autostrada M20, in direzione Dover. I volontari hanno fatto passare le casse di provviste al di là del filo spinato, hanno gettato sacchi di cibo sopra le barriere e fatto calare pacchi dai cavalcavia della M20.

Altri sono stati più fortunati e sono stati scortati della polizia lungo la coda.

Izabela Czaja, di Maidstone, Kent, racconta che lei e il fidanzato non sono riusciti a dormire guardando il telegiornale.

Dopo aver ascoltato il TG, lui si è recato in una vicina stazione di servizio per comprare una piccola quantità di beni di prima necessità per gli autisti, organizando un convoglio di 23 veicoli per portare rifornimenti all'aeroporto di Manston.

"Quando Mati è tornato dalla Maidstone Services", ha detto Czaja, "un signore con cui si era scambiato il numero lo ha chiamato per ringraziarlo. Si trattava solamente di acqua e pane, ma erano così grati".

L'aeroporto è stato una tragedia. Un orrore. C'erano quattro bagni per gli autisti, nessuna doccia e nessuna possibilità di partire. Non potevamo nemmeno servire loro da mangiare con dignità. Peggio che in prigione.
Izabela Czaja

"L'aeroporto è stata una tragedia. Un orrore. C'erano quattro bagni per gli autisti, nessuna doccia e nessuna possibilità di partire. Non potevamo nemmeno servire loro da mangiare con dignità. Peggio che in prigione", continua Czaja.

L'infermiera Alicja Bopowicz, di Manchester, è una delle 80 persone coinvolte nel coordinamento della rete di oltre 500 volontari Polonia24, un canale dell'applicazione Zello utilizzata da molti autisti. Una sorta di moderno walkie-talkie.

Circa 150-200 persone di questo gruppo si sono dirette verso Dover.

Il giorno di Natale, ricorda Bopowicz, lì hanno incontrato un gruppo di 40 persone provenienti dalla Romania e dal Brasile che non mangiavano da quattro giorni.

"Non dormiamo da sabato scorso", dice Bopowicz."Avevamo un autista scozzese al telefono che piangeva come un bambino. In tutta la sua vita non aveva mai visto così tanto sostegno organizzato".

Arkadiusz Wrosz
Per gli autotrasportatori è difficile procurarsi dell'acqua, sono costretti a insistereArkadiusz Wrosz

Nel corso della scorsa settimana, circa 1.100 militari britannici sono stati arruolati per supervisionare i test Covid all'aeroporto di Manston, con il supporto dei vigili del fuoco francesi e della Forza di difesa territoriale dell'esercito polacco.

Gli autisti provenienti da tutta Europa che ora sono tornati nei loro paesi d'origine hanno ringraziato sui social i residenti per il loro sostegno. "Non mi è mancato nulla, a parte la famiglia", ha scritto uno di loro riferendosi a quei lunghi giorni.

Alcune famiglie nel Kent e nel sud-est dell'Inghilterra sono arrivati anche ad aprire le porte di casa propria per accogliere gli autisti bloccati, rifocillandoli e facendogli fare una doccia la vigilia di Natale.

Due uomini polacchi rimasti sul posto quella sera, Krzysztof Plaskaty e Grzegorz Kucharski, hanno postato un video della cena apparecchiata su un tavolo di fortuna nel retro di un camion.

"Non ho mai visto niente del genere", diceva Plaskaty, "e non ho mai visto così tanto pane. È stato bello passare il Natale con queste persone nel parcheggio. È stata un'esperienza nuova".