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Brexit, dopo l'addio all'Erasmus nuovo programma, ma solo per studenti britannici

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Di Giulia Avataneo
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Brexit, dopo l'addio all'Erasmus nuovo programma, ma solo per studenti britannici
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L'addio deciso da Londra al programma Erasmus dopo la Brexit è una ferita per chiunque progettasse un periodo di studio o di lavoro in Gran Bretagna. Dal 1 gennaio la strada per gli europei sarà praticamente sbarrata. Per i britannici, secondo il governo, si prospetta un programma di scambio con i più importanti atenei al mondo. Sarà il Turing Scheme, intitolato al celebre matematico britannico.

"In termini di mobilità dei nostri cittadini, l'accordo non è all'altezza dei nostri legami storici.Ma anche in questo caso è stata una scelta del governo britannico", aveva detto dispiaciuto il capo negoziatore Michel Barnier, illustrando i dettagli dell'intesa di Natale sulla Brexit.

In termini di mobilità dei nostri cittadini, l'accordo non è all'altezza dei nostri legami storici.Ma anche in questo caso è stata una scelta del governo britannico
Michel Barnier
Capo negoziatore dell'Ue per la Brexit

I numeri dell'Erasmus

Il programma Erasmus+, coinvolge una media di 750mila europei l'anno grazie a un finanziamento portato a 23 miliardi e mezzo nei prossimi 7 anni. Londra promette un investimento da 110 milioni di euro all'anno rivolto a 35 mila studenti britannici.

Vivienne Stern, direttrice dell'Università UK International, cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno: "Date le circostanze e le pressioni finanziarie - osserva - non era scontato che il governo avrebbe lanciato un programma ambizioso, finanziandolo generosamente. Non abbiamo ottenuto quello che volevamo, ma faremo del nostro meglio anche con il programma Turing. L'obiettivo fondamentale rimane quello di garantire lo scambio di studenti".

L'eccezione nordirlandese

Faranno eccezione gli studenti nordirlandesi, che grazie agli accordi bilaterali con la Repubblica d'Irlanda manterranno l'accesso all'Erasmus. Il governo scozzese e quello del Galles hanno entrambi condannato la decisione di Londra. Da considerare è anche il giro di affari da 243 milioni di sterline generato dagli studenti esteri che scelgono il Regno Unito per il loro Erasmus.

"Il meccanismo di finanziamento non sarà disponibile per chi arriva in Gran Bretagna", fa notare Paul James Cantwell, docente di Diritto all'Università di Strathclyde, Glasgow. "Quindi, a meno che non ricevano altre borse di studio dai governi nazionali o dalle Regioni, sarà molto difficile che gli studenti scelgano le nostre università".

Lo scambio di studenti è uno dei risultati più tangibili dell'Unione Europea e, a oltre 30 anni dalla sua nascita, si estende anche molti paesi al di fuori dell'Unione. Ma non più la Gran Bretagna...