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Accordo post-Brexit: sì degli ambasciatori Ue

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Di Gioia Salvatori  & euronews
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Accordo post-Brexit: sì degli ambasciatori Ue
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Gli ambasciatori dei 27 Paesi europei hanno approvato l'accordo tra Unione Europea e Regno Unito che regolerà i rapporti dal primo gennaio, cioè dopo la fine del periodo di transizione post-Brexit.

Nelle prossime ore arriverà il sì dei governi e quello del parlamento britannico, previsto per mercoledì in seduta telematica causa covid-19. Quest'ultimi dovrebbero essere passaggi meramente formali, prima della pubblicazione, davvero all'ultimo minuto, del piano sulla "gazzetta ufficiale" dell'Unione europea perché entri in vigore il primo gennaio.

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha però avvertito: anche con l'accordo si presenteranno momenti difficili "Siamo lì per spianare il percorso". Michael Gove, il ministro per l'ufficio del gabinetto lo ha ripetuto: "Alle dogane il settore che aiuta le persone a compilare i moduli è cresciuto in modo significativo. E l'ultima indagine su quanto fosse ben preparata quella particolare parte dell'attività, ha mostrato che c'era stato un aumento quadruplo della loro capacità di affrontare nuove procedure. Ma inevitabilmente, con qualsiasi cambiamento, con qualsiasi transizione, ci sono occasionali momenti difficili ed il nostro governo è lì per aiutare."

I nodi della pesca e della finanza

Oltre alle critiche dei pescatori britannici, che si sentono traditi dall'accordo dato che non sarà tutto per loro il diritto alla pesca nelle acque della Manica, non è chiaro quale sarà lo spazio d'azione della finanza britannica nell'Unione, nodo che resta ancora da sciogliere. Con questo partenariato economico e commerciale, l'UE offre ai britannici l'accesso senza tariffe o quote al suo mercato di 450 milioni di consumatori, ma prevede sanzioni e misure compensative in caso di mancato rispetto delle sue norme su aiuti Stato, ambiente, diritto del lavoro e fiscalità per evitare qualsiasi forma di concorrenza sleale.

Anche se tutto dovesse succedere senza sorprese le relazioni tra europei e britannici cambieranno profondamente: tornerà la dogana con i controlli, niente più libertà di circolazione, niente più roaming gratuito né programma erasmus.

L'accordo è transitorio fino a fine febbraio, entro questa data dovrebbe arrivare il voto, indispensabile, del parlamento europeo anche se qualche eurodeputato ha domandato più tempo per leggere un dossier che è di circa 1500 pagine.