Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Hacker in casa, come proteggere le aziende nazionali dopo la vicenda Leonardo?

cyber attack
cyber attack Diritti d'autore  Jenny Kane/AP
Diritti d'autore Jenny Kane/AP
Di redazione italiana
Pubblicato il
Condividi Commenti
Condividi Close Button
Copia e incolla il codice embed del video qui sotto: Copy to clipboard Link copiato!

L'hacker, che ha agito contro l'azienda italiana,era un dipendente che avrebbe dovuto proteggerla

All'indomani della notizia dell'attacco hacker ai danni di Leonardo Spa, l'Italia si chiede come proteggere i gioielli di famiglia.

Perché la vicenda dell'hacker che per due anni ha sottratto informazioni  strategicamente rilevanti anche per la Difesa italiana, doveva in realtà proteggerle.

Arturo D’Elia, 38 anni, di Eboli è l’hacker che ha inoculato un virus in almeno 33 computer dell’azienda per cui lavorava e da questo sabato è incarcere; ai domiciliari è invece Antonio Rossi, che avrebbe coperto e depistato le indagini.

L'indagine è nata nel gennaio 2017, quando la struttura di cybersecurity di Leonardo Spa ha segnalato un traffico di rete anomalo in uscita da postazioni di lavoro dello stabilimento di Pomigliano d'Arco generato da un software sconosciuto ai sistemi antivirus aziendali.

Molte le anomalie di una vicenda destinata a far scuola, tra le altre l'assunzione di D'Elia, a parte i passaggi che oggi appaiono anomali nessuno tenne conto della condanna dell'uomo in via definitiva nel 2006 per l’intrusione nel sistema informatico della base dell’aviazione americana in Oklahoma.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti

Notizie correlate

Piantedosi alla Camera: a Torino "violenze eversive" contro lo Stato, possibile il fermo preventivo

Fontana di Trevi, via al biglietto da due euro: Roma cerca di migliorare l'esperienza turistica

I miliardi del Meccanismo Europeo di Stabilità potrebbero essere usati per rafforzare la difesa dell'Ue