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Thailandia: nuove proteste a Bangkok, anche gli studenti in piazza

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Thailandia: nuove proteste a Bangkok, anche gli studenti in piazza
Diritti d'autore  Sakchai Lalit/AP
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Non si arrestano le proteste popolari in Thailandia. Più di mille giovani, soprattutto studenti delle superiori e universitari, si sono radunati questo sabato in una delle principali vie dello shopping di Bangok per protestare contro governo e monarchia. Chiedono una riforma dell'istruzione, ma non solo: vogliono anche dei cambiamenti a livello politico.

La manifestazione è arrivata alla fine di una settimana in cui si sono svolte due proteste di massa, a cui hanno partecipato migliaia di sostenitori del movimento antimonarchico e prodemocrazia. Martedì i manifestanti si sono radunati fuori dal Parlamento per sollecitare i legislatori ad approvare un disegno di legge che prenda in considerazione cambiamenti radicali alla costituzione, comprese le sezioni sui diritti e i privilegi della monarchia.

I legislatori hanno accettato di prendere in considerazione i cambiamenti, ma non le sezioni che includono la monarchia. Le tre richieste fondamentali del movimento sono che il primo ministro Prayuth Chan-ocha si dimetta, che la costituzione sia emendata per renderla più democratica e che la monarchia sia riformata per essere resa più responsabile.

Il movimento ritiene che la monarchia detenga troppo potere. Le loro richieste sono ferocemente contrastate dai monarchici, che considerano l'istituzione reale un fondamento intoccabile dell'identità nazionale.

Il tentativo dei manifestanti di farsi largo con la forza fino al Parlamento è stato respinto dalla polizia con l'uso di gas lacrimogeni e cannoni ad acqua a cui è stata aggiunta una miscela di sostanze chimiche irritanti. Almeno 55 persone sono rimaste ferite, di cui sei hanno riportato ferite d'arma da fuoco. La polizia ha negato di aver sparato proiettili di gomma.

Mercoledì diverse migliaia di manifestanti si sono radunati fuori dalla sede nazionale della polizia nel centro di Bangkok per protestare contro la violenta repressione della polizia.

l raduno del mercoledì non è stato violento, anche se i manifestanti hanno deturpato il cartello "Polizia tailandese reale" fuori dal suo quartier generale e hanno scarabocchiato graffiti e cantato slogan contro il re Maha Vajiralongkorn.

Il primo ministro Prayuth ha reagito dichiarando che i manifestanti si erano spinti troppo oltre e che ora potrebbero essere perseguiti. I leader della protesta hanno dovuto affrontare decine di accuse negli ultimi mesi. Quelli fermati dalla polizia in genere sono stati liberati su cauzione, e nessuno è ancora stato processato.

Prayuth ha chiarito che il governo è pronto a usare la legge sulla lesa maestà, che prevede una pena detentiva fino a 15 anni per chiunque diffami il re o i suoi parenti più stretti.