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Covid-19: l'Italia salva i visoni (per ora), sino a che saranno pelliccia

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Allevamenti di visoni in Italia
Allevamenti di visoni in Italia   -   Diritti d'autore  JONATHAN NACKSTRAND/AFP or licensors
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Quasi 1500 chilometri e un approccio diverso all'emergenza pandemia separano questo allevamento di visoni in Lombardia da una delle stesse attività produttive che, in Danimarca, sono state costrette all'uccisione di massa degli animali. Qui, i 3500 visoni allevati non saranno abbattuti.

Una decisione illegale, quella danese, secondo Roberto Tadini, presidente dell'Associazione Italiana Pellicceria: "Credo che in Danimarca abbiano preso decisioni affrettate, senza alcuna base giuridica, come hanno ammesso loro stessi. Il Primo Ministro si è persino scusato pubblicamente per il modo in cui la situazione è stata gestita".

L'Italia è uno dei sei Paesi che, secondo l'Organizzazione Mondiale per la Salute Animale, registra infezioni da Covid-19 nei visoni d'allevamento.

In Danimarca la strage dei 17 milioni di capi censiti è stata fermata, ma il pericolo esiste. L'Italia ha 17 allevamenti attivi, ma solo 8 ospitano visoni, attualmente testati con i risultati in fase di analisi. Le condizioni sono in ogni caso diverse.

"In Italia la situazione è molto diversa, abbiamo un basso numero di allevamenti sparsi in un'area molto più ampia con distanze chilometriche tra le diverse aziende agricole che vanno dai 25 ai 400 km - spiega Tadini - la Danimarca ha 1.200 aziende agricole e un'area geografica molto più piccola. In ogni caso, le decisioni sono state prese in modo un po' avventato".

JONATHAN NACKSTRAND/AFP or licensors
I visoniJONATHAN NACKSTRAND/AFP or licensors

Misure di sicurezza, visite sanitarie settimanali e test: è la risposta alla crisi da parte dell'industria della pelliccia del visone in Italia. Il timore che le trasmissioni di Covid-19 tra animali ed esseri umani possano accelerare il numero di mutazioni del virus è reale. Ma la risposta resta per ora ancora razionale.