A rischio la "Manhattan del deserto". Shibam, la città di fango, potrebbe scomparire

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Di Debora Gandini
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A rischio la "Manhattan del deserto". Shibam, la città di fango, potrebbe scomparire. Tra le cause piogge, inondazioni e incuria. Questa città di ben 1700 anni ha una caratteristica molto particolare: è composta quasi tutta da grattacieli. Appelli da autorità locali per salvare questo patrimonio

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Una città antica oltre 1700 anni. Shibam, conosciuta anche come la "Manhattan del deserto", è una città nel cuore dello Yemen. Grattacieli e skyline che ricordano la Grande Mela. Questi edifici, costruiti con mattoni di fango e non di cemento, rischiano ora scomparire. Diverse le cause da quelle naturali come le forti piogge e le inondazioni, alla scarsa manutenzione.

Quest’oasi, in un paese devastato da anni di guerra civile, potrebbe subire ingenti danni se non si interviene subito. Palazzi storici come il Seiyun, ex residenza reale del sultano di Kathiri, potrebbe scomparire per sempre. Questo enorme edificio è considerato uno dei più importanti non solo nello Yemen, ma in tutta la penisola arabica.

La città di fango e di grattacieli

Autorità locali ed esperti sono scesi in campo per preservare la città di Shibam, posta sotto la protezione del programma di salvaguardia dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. "Durante il conflitto nel Paese, il nostro museo ha sempre cercato di preservare i suoi tesori, racconta il Direttore Said Baychout. Abbiamo nascosto tutti gli oggetti importanti in luoghi segreti, per paura dei saccheggi e dei danni causati dalla guerra.”

Costruita su uno sperone di roccia e circondata da canyon scavati dai corsi dei fiumi, la sua posizione l’ha sempre risparmiata nei secoli dalle inondazioni. Gli edifici fatti con il fango sono all’incirca 500, alti fino a nove piani. La città è stata costruita su una piattaforma rettangolare, protetta da mura difensive che riuscirono a salvare gli abitanti dalle invasioni e dagli attacchi delle tribù rivali e dai beduini. 

Della prima costruzione di Shibam, restano alcuni frammenti, tra una moschea del 904 e un castello costruito nel 1220. La città fu in gran parte ricostruita dopo il 1532 quando una devastante alluvione spazzò la regione, paralizzando le fondamenta delle antiche torri della città. L’ultima calamità risale al 2008, quando un ciclone tropicale colpì Shibam, danneggiando numerosi palazzi.

Dalla Manhattan del deserto ogni anno passano migliaia di pellegrini diretti verso la città di Tarim nota per le sue 365 moschee. Un patrimonio culturale che deve essere salvato.

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