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Coronavirus: la guerriglia di Napoli e la situazione nel resto d'Europa

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Coronavirus: la guerriglia di Napoli e la situazione nel resto d'Europa
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Guerriglia a Napoli nella prima notte di coprifuoco decisa dal presidente della Regione, Vincenzo De Luca per frenare la crescita dei contagi. A centinaia sono scesi in strada in quella che la polizia ritiene un'azione coordinata, Cassonetti in fiamme, auto danneggiate, cronisti minacciati. Dietro la rivolta, secondo le prime indagini, ci sarebbero i clan, frange estremiste e il tifo organizzato.

Una protesta attesa, da parte di commercianti e piccoli imprenditori, è degenerata in uno scontro con le forze dell'ordine. Quattro carabinieri sono rimasti feriti e due persone sono state arrestate. Secondo la polizia municipale la manifestazione è stata infiltrata da violenti che hanno lanciato fumogeni verso la sede della Regione, petardi e bombe carta verso le forze dell'ordine. In diverse occasioni l'arrivo dei carabinieri sarebbe stato bloccato da persone in scoooter. "È stata determinante la regia degli uomini dei clan", è sicuro il presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra. "Nessun disagio può giustificare la violenza", ha detto il questore di Napoli, Alessandro Giuliano.

Francia, coprifuoco per due terzi della popolazione

In Italia venerdì si sono superati i 19mila contagi e nuove restrizioni sembrano inevitabili. Così come oltre le Alpi: Strasburgo è l'ultima città francese a imporre la chiusura anticipata per bar e ristoranti. Il governo imporrà presto il coprifuoco ai due terzi dei cittadini del Paese

"Dovremo iniziare prima in cucina. Far entrare i clienti dalle 17,30, le 18, in modo che possano rientrare a casa entro le 9 - spiega il titolare di un bistrot, Franck Meunier - Naturalmente ci aspettiamo un crollo del 30 o 40% del fatturato".

La Francia nei giorni scorsi ha toccato punte quotidiane di 40mila nuovi casi Covid, il 10% dei tamponi mediamente è positivo. Anche se il record giornaliero di contagi venerdì spetta agli Stati Uniti, 80mila in 24 ore, la seconda ondata mette in ginocchio anche l'Europa. La Germania supera la soglia dei 10mila morti. In Gran Bretagna 20.530 in un giorno con 224 vittime.

"In Spagna i reali contagi sono 3 milioni", dice il premier Pedro Sànchez. "La situazione richiede misure immediate di salute pubblica mirate", scrive il Centro europeo per il Controllo delle Malattie. Mentre, per l'Oms, "il momento è critico e i prossimi mesi saranno molto duri". Il presidente polacco Andrzej Duda risulta è risultato positivo al Covid.

Ospedali al collasso in Repubblica Ceca

Situazione critica in Repubblica Ceca, con gli ospedali saturi che non riescono a tenere il passo quotidiano di 14mila nuovi casi. Da inizio settimana il bilancio è salito a cento vittime al giorno e il Paese è primo in Europa per incidenza del contagio, 975 ogni 100mila abitanti, seguiti da Belgio, Olanda e Francia che ne conta però meno della metà. La Repubblica ceca è tornata alla chiusura parziale: spostamenti vietatie negozi chiusi da giovedì scorso.

Natale in tono minore a Rovaniemi

Anche il villaggio di Babbo Natale, nella località finlandese di Rovaniemi quest'anno rimarrà deserto: nessuna possibilità per le migliaia di bambini accompagnati qui ogni anno di poter consegnare le loro letterine. Arriveranno da lontano, come sempre. Anche se quest'anno il desiderio più urgente è un ritorno alla normalità.