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Calcio inglese: campionati minori in profondo rosso

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Calcio inglese: campionati minori in profondo rosso
Diritti d'autore  Euronews/Angela Barnes
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Cultura e spettacolo, sport compresi, hanno per definizione bisogno del pubblico, e stanno quindi soffrendo in modo particolare per la situazione generata dalla pandemia. Anche in Inghilterra dover il calcio ha una Premier League estremamente ricca, che si nutre di sponsor e diritti televisivi, ci sono però anche campionati minori in grave crisi, perché per loro le entrate vengono dal pubblico presente allo stadio.

"Penso che alcuni club non ce la faranno - ci dice Nigel Travis, presidente del Leyton Orient, che milita nella quarta serie inglese -: rispetto al bilancio preventivo di quest'anno abbiamo perso almeno 900.000 sterline, per via dell'assenza del pubblico durante le partite".

"Se poi pensiamo ai giorni in cui non c'è partita, quando affittiamo i locali nello stadio, abbiamo perso altre 250.000 sterline, queste sono le grandi cifre. Poi dovete pensare che stiamo spendendo molto per rispettare tutti i protocolli sanitari. Dieci giorni fa siamo andati in trasferta a Borough, abbiamo dovuto prendere due autobus, isolare i giocatori, abbiamo speso 7.000 sterline. Normalmente sarebbe la metà".

L'inviata di Euronews, Angela Barnes: "La Premier League per ora ha confermato di voler mettere a disposizione un pacchetto di aiuti per le società della Legue One e della League 2, sotto forma di sovvenzioni e prestiti a tasso zero per un totla di cinquanta milioni di sterline, oltre alle somme già anticipate quest'anno. Ma basterà questo accordo a salvarli?"

"Perché funzioni bisogna che ciascuno suoni con lo stesso spartito - dice Paul Lambert, dirigente dell'Ipswich Town, che milita nella League One, terza serie inglese -: non conosco i dettagli finanziari, ma secondo me cinquanta milioni di sterline per tutte le società di League One e League Two è lontano dall'essere sufficiente"

L'immagine degli stati vuoti non sparirà presto, questo ormai è chiaro: e se davvero non bastano i cinquanta milioni offerti dalla Premier League in cambio dei pieni poteri per i grandi club, non resta che sperare nel soccorso del governo.