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Trump contro Google. Al via un'azione legale del ministero della Giustizia

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Trump contro Google. Al via un'azione legale del ministero della Giustizia
Diritti d'autore  Jens Meyer/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
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L'amministratione Trump mette Google nel mirino. Il ministero della Giustizia ha avviato una azione legale nei confronti dell'azienda della Silicon Valley accusandola di abuso di posizione dominante nel settore delle ricerche e della pubblicità on line. La causa arriva dopo che lo stesso presidente Trump aveva detto in pubblico che i risultati forniti dal motore di ricerca sarebbero truccati e nasconderebbero i link sgraditi.

"Google è la porta d'accesso a Internet ed è un colosso della pubblicità on line. Google ha raggiunto un certo successo già nei suoi primi anni di vita, e nessuno lo può recriminare. Ma secondo la denuncia antitrust, ha mantenuto il suo potere monopolistico impiegando pratiche di esclusione che sono dannose per la concorrenza", ha spiegato Jeff Rosen, vice Procuratore generale.

Il ricorso rivela che Google paga per garantirsi di venire installato come opzione predefinita negli apparati: solo con Apple l'accordo vale 10 miliardi di dolari all'anno. E sotto accusa c'è anche l'algoritmo delle ricerche, colpevole di orientare i risultati a seconda di impostazioni inaccessibili agli utenti. L'iniziativa legale, secondo alcuni giuristi, non è tuttavia scontata.

"L'accusa sostiene che i consumatori siano parte lesa, perché perderebbero il diritto di scegliere concorrenti di Google che pure potrebbero offrire un'alternativa, ma che in queste condizioni non possono farlo. E sostiene anche che a causa delle condizioni di monopolio, la qualità del servizio di ricerca si sia abbassata e la competizione per l'innovazione sia stata ostacolata. Ma questo è difficile da dimostrare", afferma Eleanor Fox, giurista di New York.

Scegliendo un basso profilo, Google ha replicato definendo infondata l'iniziativa del ministero della Giustizia e paventando un aumento dei prezzi per gli apparati di comunicazione, ma anche escludendo ogni passo indietro, finendo per definire i concorrenti "servizi di qualità inferiore".

Di recente Google è stata sanzionata dalle autorità europee per la terza volta in due anni, ed è stata condannata a pagare 1,49 miliardi di euro per aver ostacolato i rivali nel settore della pubblicità on-line.