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Sarkozy incriminato, deve rispondere di associazione a delinquere

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Sarkozy incriminato, deve rispondere di associazione a delinquere
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Quarta incriminazione per l'ex presidente francese Nicolas Sarkozy: alle accuse di corruzione si aggiunge quella - pesante - di associazione criminale nell'inchiesta sui presunti fondi libici alla campagna che lo ha portato all'Eliseo nel 2007. L'ex presidente si è sempre detto "vittima di un complotto" e anche questa volta non ha tardato a reagire.

"Ho appreso la notizia con stupore - è il suo commento, affidato a Twitter - La mia innocenza è di nuovo messa in discussione da una decisione che non apporta la minima prova di finanziamenti illeciti. Proverò la mia totale estraneità alle accuse con tutto il mio impegno e convinzione. L'ingiustizia non avrà la meglio".

La difesa di Nicolas Sarkozy

La vicenda, iniziata da un'intervista di Euronews

Secondo le accuse, la campagna elettorale di Sarkozy sarebbe stata sostenuta con fondi neri versati da Mu'ammar Gheddafi. Calunnie, secondo l'ex presidente, per vendicarsi dell'appoggio francese alla Primavera araba, che ha rovesciato il regime libico. L'indagine era iniziata dalle dichiarazioni del figlio del Rais, Saif al-islam Gheddafi a Euronews nel 2011.

L'intervista che ha avviato l'indagine francese sul finanziamento della campagna elettorale di Sarkozy

"Innanzi tutto, Sarkozy deve restituire il denaro che ha preso dalla Libia per finanziare la sua campagna elettorale - aveva detto alla nostra televisione - L'abbiamo finanziato noi e ne abbiamo le prove. Siamo pronti a rivelare tutto e la prima cosa che chiediamo a questo buffone è di restituire i soldi al popolo libico".

Tutti i guai giudiziari dell'ex presidente

Non sono le uniche accuse a Sarkozy: pesano quelle dell'imprenditore libico Ziad Takieddine, anche lui incriminato, che ha detto di aver versato 5 milioni di euro a Sarkozy quando era ancora ministro dell'interno. Finora l'ex presidente era accusato di corruzione per questa vicenda. E dalla stessa accusa si deve difendere in un altro processo, che lo porterà in tribunale già il mese prossimo, un inedito per un ex inquilino dell'Eliseo.

Nel cosiddetto "caso delle intercettazioni" è accusato di aver cercato di ottenere informazioni riservate a un magistrato della Cassazione, che si sarebbe pronunciato su un'indagine relativa alla campagna, poi persa, del 2012.