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Calcio, le regole anti Covid-19 in Europa: ecco le differenze con il campionato italiano

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Bundesliga   -   Diritti d'autore  INA FASSBENDER/AFP
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Il caso Napoli riapre il confronto sulle regole da rispettare in caso di contagi accertati nel mondo del calcio. La decisione delle Asl campane di bloccare la trasferta della squadra aTorino per il match con la Juventus rappresenta un precedente, che mette in discussione il protocollo sottoscritto per gestire i casi Covid.

Secondo i bianconeri, la partita andava infatti disputata, nonostante i due positivi dello staff juventino e, per gli azzurri, i casi di positività di Zielinski ed Elmas. Le norme adottate prevedono infatti il rinvio per una volta sola, su richiesta del club, in caso di almeno dieci giocatori positivi. Una situazione che si è verificata in occasione di Genoa-Torino, rimandata dopo il focolaio rossoblù, che ha riguardato 22 persone tra calciatori e staff.

La regola Uefa dispone che sono sufficienti 13 calciatori (con almeno un portiere) negativi al tampone per giocare il match, altrimenti scatta il 3-0 a tavolino. Una disposizione che non piace a tutti, in considerazione del fatto che le grandi squadre avrebbero meno problemi di competitività, in ogni caso, al contrario dei piccoli club.
Nel regolamento siglato da club, Cts e Figc, però, non si esclude lo stop in caso di eventuali provvedimenti delle Autorità statali o locali.

Cosa succede negli altri campionati

La raccomandazione dell'Uefa non è però un norma strettamente cogente, ma un'indicazione su cui possono intervenire i vertici dei rispettivi campionati nazionali, insieme alle autorità sanitarie.

In Premier League, ripresa il 12 settembre, per poter giocare, gli atletiche possono essere schierati perché non positivi devono essere almeno 14, compresi gli Under 21, con contratto professionistico.
L'obiettivo è quello di chiudere il campionato nei tempi previsti, prima degli europei di questa estate. Se un club decide di non giocare, una giuria indipendente valuterà l'eventuale sanzione da adottare: dalla multa fino alla detrazione di punti in classifica.

Nella Liga spagnola - calcio d'inizio il 12 settembre - il numero scende a 13 giocatori negativi al tampone Covid, ma ne bastano 5 della prima squadra.

I team possono contare su una lista di 35 giocatori. In caso di contagi multipli, è possibile può chiedere il rinvio di una partita ma non oltre la trentesima giornata. Se una squadra non arriva a 13 giocatori per una seconda volta, perde la partita 3-0 a tavolino.

Nella Ligue 1 si sale a 20 giocatori operativi per poter giocare le partite, su una batteria di 30 atleti registrati in Lega.

Con la crisi Covid il campionato francese si era fermato subito: non aveva concluso il calendario, aveva congelato la classifica e fermato i team per un lungo periodo di inattività. Il torneo 2020 è cominciato il 21 agosto.

In Bundesliga, ricominciata il 18 settembre, non c’è una vera regola: le decisioni sono infatti adottate dalle autorità sanitarie.

La politica adottata in avvio di crisi è stata attenuata. Restano in vigore i controlli continui: tamponi e verifica della temperatura, ma niente più limitazione degli spostamenti per i giocatori.