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L'Onu compie 75 anni. Ma il suo ruolo è ancora vago e disatteso

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L'Onu compie 75 anni. Ma il suo ruolo è ancora vago e disatteso
Diritti d'autore  Georges Gobet/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Al capezzale delle Nazioni Unite in occasione del 75esimo anniversario della loro fondazione. Ciononostante, più che una festa di compleanno sembra un intervento in terapia intensiva.

Il grido di dolore lo lancia il presidente francese, Emmanuel Macron. Chiama tutti al salvataggio della grande organizzazione internazionale fondata alla conferenza di San Francisco, nel 1945, con le macerie della seconda guerra mondiale ancora calde.

Ma il Capo dell'Eliseo pensa al presente e al futuro ed è persuaso che il mondo non può permettersi di perdere un'organizzazione di stati che promuove un ordine internazionale basato sulla cooperazione e il multilateralismo. Sul podio di fronte all'Assemble generale, Macron ha dichiarato:

"la nostra casa comune è in disordine, esattamente come il mondo in cui viviamo. Le sue fondamenta si erodono, ci sono crepe nei muri, a volte proprio a causa dei colpi di chi l'ha costruita. Dei tabù che si pensavano definitivi vengono rimossi -guerre di annessione, uso di armi chiniche, detenzioni di massa- in tutta impunità. Diritti che si consideravano acquisiti vengono disattesi. E il nostro sistema internazionale, prigioniero delle nostre rivalità, non ha più la forza di punire qesti abusi"

Ciò che ha contribuito all'erosione delle Nazioni Unite è soprattutto l'unilateralismo delle potenze, che più chi meno lo ha praticato entro i limiti delle proprie possibilità. Anche la Francia di Macron.

Ma l'ultimo paragrafo lo scrive Washington con nuove sanzioni anti-iraniane, sulla questione nucleare.

Le ha annunciate il Segretario di Stato Usa, Mike Pompeo:

"agendo a a questo modo intendiamo chiarire che ogni stato membro dell'Onu ha la responsabilità di applicare queste sanzioni. Questo riguarda certamente Regno Unito, Francia e Germania. Ci aspettiamo che applichino queste sanzioni

Ma il Palazzo di vetro ha risposto che non tocca a Washinton imporre altri sanzioni a suo nome. E le potenze europee si sono dissociate