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L'Artico ha la febbre. Il riscaldamento globale sta producendo danni irreversibili

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L'Artico ha la febbre. Il riscaldamento globale sta producendo danni irreversibili
Diritti d'autore  آسیوشیتد پرس
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L'aumento delle temperature nell'Artico ha ridotto il ghiaccio che ricopre l'oceano polare quest'anno al secondo livello più basso in quattro decenni.

Gli scienziati dicono che è l'ennesimo segno di come la crisi climatica stia rapidamente trasformando la regione.

I satelliti hanno registrato un minimo di ghiaccio marino di quest'anno a 3,74 milioni di kmq - solo la seconda volta che il ghiaccio è stato misurato al di sotto di 4 milioni di kmq in 40 anni di registrazione - (secondo il National Snow and Ice Data Center).

È normale che il ghiaccio marino artico si espanda durante l'inverno ogni anno e poi si sciolga di nuovo in estate, ma i minimi di settembre, tenendo conto di una certa variabilità, diventano sempre più profondi con il riscaldamento del nord polare.

La perdita di ghiaccio marino minaccia la fauna artica, dagli orsi polari e le foche al plancton e alle alghe.

I ghiacci dei poli terrestri sono come degli scudi o degli specchi, essendo bianchi riflettono verso lo spazio la maggior parte delle radiazioni solari, quindi anche il calore. Un Artico più caldo potrà influenzare i modelli meteorologici in tutto il mondo, gli scienziati avvertono che il mondo non dovrebbe aspettare un altro nuovo record di ghiaccio marino basso prima di agire per limitare il cambiamento climatico.