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Elezioni in Bolivia: la presidente ad interim Jeanine Áñez si ritira, per non favorire Evo Morales

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Elezioni in Bolivia: la presidente ad interim Jeanine Áñez si ritira, per non favorire Evo Morales
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La presidente ad interim della Bolivia, Jeanine Áñez, ha annunciato giovedi sera il suo ritiro dalla corsa presidenziale, in vista delle elezioni del prossimo 18 ottobre.

"Se non ci uniamo, Evo Morales ritorna.
Se non ci uniamo, la democrazia perde.
Se non ci uniamo, la dittatura vince.
Insomma, oggi rinuncio alla mia candidatura in omaggio alla libertà e alla democrazia".
Jeanine Áñez
53 anni, Presidente della Bolivia ad interim

Jeanine Áñez ha spiegato di aver preso questa decisione "per evitare di vedere il voto democratico diviso tra più candidati e consentendo cosi la vittoria del Mas (il Movimento per il socialismo), guidato dall'ex presidente Evo Morales.

"Non è un sacrificio, è un onore"

Sul suo profilo Twitter, la presidente della Bolivia ha dichiarato che non è un sacrificio, ma un onore.

In una Bolivia duramente colpita dal Coronavirus, il delfino di Morales, Luis Arce, rimane tuttavia il favorito alla vittoria nelle elezioni, attualmente in testa ai sondaggi.

Juan Karita/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
Tutti i boliviani, con tutti i mezzi, hanno seguito l'annuncio di Jeanine Áñez.Juan Karita/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved

Elezioni (troppo) rimandate

Le dimissioni di Jeanine Áñez sono viste, dall'opinione pubblica in Bolivia, come un gesto di resa e una sconfitta personale della 53enne presidente ad interim.

Jeanine Añez è salita temporaneamente al potere lo scorso novembre, con l'appello alle elezioni come una delle sue assolute priorità, ma le elezioni, previste a maggio, sono state rinviate, prima a settembre e poi a ottobre, a causa della pandemia di Covid-19 (ne è stata colpita la stessa presidente, in luglio), in mezzo alle critiche per aver cercato di prolungare il più possibile il suo mandato.

Sondaggio impietoso

L'annuncio di Jeanine Áñez è arrivato il giorno dopo che il sondaggio elettorale più pubblicizzato finora nel paese l'ha collocata al quarto posto in termini di intenzioni di voto, lungi dall'essere in grado di arrivare - con la sua alleanza Juntos - al secondo turno, probabilmente contro il favorito Luis Arce, proprio il candidato del Mas.

Voci a favore

Il politico e uomo d'affari Samuel Doria Medina, che si è candidato alla vicepresidenza con Jeanine Áñez, ha scritto su Twitter che il ritiro di entrambi rappresenta un "contributo sincero, incondizionato, senza calcoli subordinati, privo di ogni interesse personale".

"Con la vittoria di Mas, inizierebbe il tempo della vendetta, della persecuzione di coloro che combattevano per la libertà, della guerra del governo contro l'est del paese, della stagnazione economica. Non possiamo permetterlo", ha scritto Doria Medina.

Diversi ministri del governo di transizione hanno applaudito la decisione di Jeanine Áñez.

L'ex presidente Carlos Mesa, candidato del gruppo della Comunità dei cittadini e secondo nei sondaggi, ha dichiarato su Twitter di apprezzare la decisione di Áñez come "un contributo alla democrazia".

"Siamo sempre aperti al dialogo. La decisione di chiudere la porta del Mas e di aprire una nuova fase, in cui la gente viene prima di tutto, apparterrà sempre al popolo boliviano", ha detto Mesa, che ora spera di beneficiare del ritiro di Jeanine Áñez e di convogliare su di sè i suoi voti.

Voci contrarie

"Non è un ritiro dignitoso, è una sconfitta. La sua candidatura è crollata da quando ha ceduto al compromesso, si è inginocchiata e ha fatto un patto con il 'masismo'", ha criticato un altro candidato di spicco, Luis Fernando Camacho, dell'alleanza Creemos.

Camacho, un ex leader civico, considerava la candidatura di Áñez "artificiale, supportata da sondaggi truccati".

Il candidato della Free 21 Alliance, l'ex presidente Jorge Quiroga, ha pubblicato sui social network che "oggi è finito ciò che non avrebbe mai dovuto iniziare: la presidente ha ritirato la sua candidatura".

"Abbiamo esteso il mandato di transizione solo per fare le elezioni, ma la presidente non ha rispettato questo obiettivo. Questo ha rafforzato il Mas, ha danneggiato la transizione, ha eroso l'economia", ha aggiunto Quiroga.

Si fa sentire Morales

L'ex presidente Evo Morales aveva scritto mercoledì sui social network che Áñez e il suo governo "sono in caduta libera" e che si sarebbe dimessa "per l'unità della destra, ma la Bolivia sa che lo farà per negoziare l'impunità. Il 18 ottobre recupereremo la democrazia e sconfiggeremo la crisi", ha dichiarato Morales.