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State of the Union, tutte le sfide di Ursula. Dal coronavirus alla crisi economica

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La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si rivolge alla plenaria durante il suo primo discorso sullo stato dell'Unione al Parlamento europeo a Bruxelles
La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si rivolge alla plenaria durante il suo primo discorso sullo stato dell'Unione al Parlamento europeo a Bruxelles   -   Diritti d'autore  Olivier Hoslet/AP
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Alla vigilia del discorso sullo Stato dell'Unione della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, davanti al Parlamento europeo, abbiamo chiesto a diversi esperti un parere sul suo primo anno in carica. Von der Leyen infatti ha dovuto affrontare delle sfide a dir poco uniche, che hanno messo a dura prova la solidarietà e la leadership europea davanti ad un nuovo ordine mondiale stravolto dalla pandemia.

Il discorso completo di Ursula Von der Leyen ⬇️

State of the Union - Parla la presidente della Commissione UE

LIVE - Il primo discorso sullo Stato dell'Unione di Ursula von der Leyen al Parlamento europeo

Publiée par Euronews Italiano sur Mercredi 16 septembre 2020

Crisi sanitaria

"Sicuramente non è stato bello vedere la mancanza di sensibilità nei confronti dell'Italia all'inizio della pandemia – afferma Matina Stevis-Gridneff, corrispondente del New York Times a Bruxelles - che si è tramutata in una mancanza di solidarietà tra Stati membri. Anche prima della chiusura delle frontiere che certo ha rappresentato un vero e proprio shock per la Commissione europea.”

Crisi economica

In Europa, il coronavirus ha avuto un impatto economico devastante negli ultimi mesi la disoccupazione è salita molto, e alcune imprese rischiano di chiudere per sempre. Per far fronte alla crisi l'Unione europea ha proposto di stanziare un fondo da 750 miliardi di euro chiedendo prestiti nei mercati con garanzie comuni. Una decisione che il corrispondente dell'Economist a Bruxelles Duncan Robinson, ha definito storica. "Penso – ha aggiunto - che ciò che rimarrà impresso nella memoria collettiva, sarà l'idea di essere riusciti a trovare un accordo sul debito comune. È stato un enorme passo avanti per l'Unione europea, non è stato semplice ma è avvenuto in modo coordinato."

Crisi migratoria

La scorsa settimana quando ha preso fuoco il campo profughi di Lesbo in molti a Bruxelles hanno visto in quelle fiamme il fallimento della politica migratoria europea. La gestione dei flussi migratori infatti sembra una crisi persistente quasi irrisolvibile. Eppure i numeri degli arrivi del 2020 non sono quelli del 2015. Secondo il giornalista e analista Brian Maguire: “La Commissione europea ha sempre tentato ciecamente di imporre un'unica idea, un unico piano, a tutti. Sperando che venisse accolto così com'era, o magari apportando solo delle modifiche marginali. Questa strategia non ha funzionato e non funzionerà mai – esclama Maguire -. Non ci si può aspettare che l'Ungheria cambi idea su un piano che ha già rifiutato mille volte. Avrebbe più senso occuparsi delle diverse esigenze di ogni Paese riguardo ad un tema specifico, come l'immigrazione e provare a far passare le riforme attraverso un sistema di incentivi e disincentivi ".

Nonostante le enormi difficoltà, anche in politica estera con fronti conflittuali che si moltiplicano, l'opinione generale sembrerebbe considerare l'operato della presidente Von Der Leyen in modo piuttosto positivo.