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Libia, la proposta di Haftar all'Italia: pescatori liberi in cambio del rilascio di quattro scafisti

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I pescatori italiani a Bengasi il primo settembre, giorno in cui sono stati fermati dalle forze di Haftar
I pescatori italiani a Bengasi il primo settembre, giorno in cui sono stati fermati dalle forze di Haftar   -   Diritti d'autore  AP
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La proposta di Khalifa Haftar è sul tavolo del governo italiano da qualche giorno: il rilascio dei 18 pescatori italiani bloccati in Libia dal primo settembre in cambio della liberazione di quattro scafisti libici, condannati in Italia a 30 anni per omicidio e traffico di migranti.

Erano stati arrestati nel 2015 con l'accusa di avere fatto parte di un gruppo di scafisti responsabile della morte di 49 migranti. Stando ai sopravvissuti, avevano bloccato il boccaporto dell'imbarcazione, intrappolando i migranti nella stiva per impedirgli di salire in coperta, condannandoli così a morte certa.

Trafficanti e assassini, quindi, ma non per le famiglie, che da alcuni giorni si sono radunate nel porto di Bengasi per chiederne la liberazione. Stando alla loro versione i quattro sarebbero dei calciatori che avevano intenzione di cercare fortuna in Germania.

Per alcuni analisti Haftar avrebbe deciso di sfruttare il caso per tirare uno schiaffo all'Italia e al ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che nell'ultima visita in Libia ha snobbato il generale della Cirenaica.