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Crisi in Bielorussia: Putin pronto a intervenire militarmente, "se il caso"

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Crisi in Bielorussia: Putin pronto a intervenire militarmente, "se il caso"
Diritti d'autore  Mikhail Klimentyev/Sputnik
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Pronto ad intervenire miltarmente in Bielorussia nel caso in cui gli elementi estremisti - così li ha definiti Vladimir Putin - passino i limiti, arrivando ad appiccare il fuoco ad auto e case.
Il presidente russo conferma dunque di aver costituito delle "unità di riserva delle forze di sicurezza", su sollecitazione del presidente bielorusso, Lukashenko

"Alexander Grigorivich (Lukashenko) mi ha chiesto di creare un'unità di riserva pronta a intervenire in Bielorussia e l'ho fatto - dichiara Vladimir Putin, in un’intervista al canale televisivo Rossija 1 - ma eravamo d'accordo che questa non sarebbe stata dispiegata a meno che la situazione non fosse sfuggita di mano. Non ce n'è più bisogno ora, e spero che non ci sarà".

La dichiarazione di Putin segna la scelta di campo: la Russia si pone al fianco della Bielorussia, sua alleata, nella gestione della crisi post-voto, nonostante le frizioni legate all'arresto dei 32 contractor russi, accusati di voler interferire nelle elezioni di Minsk.

"Quella dei contractor è stata un'operazione dei servizi segreti ucraini e americani - aggiunge Putin - ora è noto in modo attendibile. Alcuni attori di questo processo, persone ben informate, adesso non lo nascondono".

Il presidente Lukashenko ha accusato i vicini della Bielorussia di aperta interferenza negli affari del Paese con quella che ha descritto come una "carneficina diplomatica".
Al contrario, Putin ha dichiarato che "il comportamento di Mosca, in relazione agli eventi in Bielorussia, è molto più riservato e neutrale rispetto a quello di altri Paesi europei e degli Usa".