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Sotto indagine centinaia di calciatori: diritti d'immagine usati per eludere il fisco

Un giocatore del Manchester City si riscalda prima di un match di Champions League
Un giocatore del Manchester City si riscalda prima di un match di Champions League   -   Diritti d'autore  Peter Powell/Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved
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Il numero di calciatori professionisti oggetto di indagine da parte delle autorità fiscali britanniche è quasi triplicato nell'ultimo anno. A dirlo è una società contabile, UHY Hacker Young.

Il fisco britannico (Her Majesty's Revenue and Customs, HRMC, è il dipartimento governativo responsabile per la riscossione delle imposte) ha messo sotto indagine 246 calciatori professionisti, mentre la scorsa stagione, 2018/2019, erano 87.

L'agenzia delle entrate locale si sta concentrando sui "diritti d'immagine" che sarebbero sfruttati per eludere il fisco.

Si tratta di accordi per effetto dei quali i giocatori ricevono denaro in più - in aggiunta al loro stipendio - acconsentendo all'utilizzo della propria immagine per pubblicità e sponsorizzazioni da parte del club.

Per ricevere questi soldi, i calciatori di solito mettono in piedi una società e sono tassati di conseguenza con un'aliquota del 19 per cento - quella dovuta in caso di aziende - rispetto al 45 per cento dell'imposta sul reddito che si applicherebbe ad individui ad alto reddito.

L'autorità delle dogane e delle accise britanniche ritiene che molti di questi accordi equivalgano ad una vera e propria elusione fiscale, soprattutto nel caso di quei calciatori che ricevono una percentuale significativa del loro compenso proprio in diritti d'immagine.

Alcune delle società create dai giocatori hanno sede all'estero, cosa che riduce ulteriormente la quantità di tasse pagate.

"I diritti d'immagine di personaggi come Paul Pogba e Mohamed Salah valgono senza dubbio milioni di sterline all'anno", ha scritto Elliot Buss, socio della UHY Hacker Young, in una dichiarazione. "Tuttavia, se si è un calciatore di seconda fascia e si viene pagati molto per i propri diritti d'immagine, allora è probabile che la cosa inneschi un'indagine da parte del fisco".

"I diretti interessati potrebbero dover presentare un robusto dossier difensivo di fronte all'HMRC per mostrare come si è arrivati a calcolare quel valore per i diritti d'immagine", ha aggiunto.

I giocatori non sono gli unici sotto il radar del fisco britannico. Nel mirino del fisco ci sono anche gli agenti: il numero di pratiche aperte contro di loro è più che raddoppiato passando da 23 a 55 nell'arco di una sola stagione.

In questo caso, l'HMRC prende di mira le commissioni sui trasferimenti che potrebbero non essere dichiarate sempre correttamente.

Si tratta di compensi pagati dai giocatori ma, secondo Buss, "nonostante [questi ultimi] abbiano un reddito molto consistente, molti giovani calciatori non ricevono i consigli adeguati quando si parla di tassazione. Spesso non si rendono conto di dover pagare le tasse anche sui compensi che la società paga all'agente per conto del giocatore, al momento della stipula di un nuovo contratto".

"Ciò spesso si traduce in errori, indagini e pesanti sanzioni", spiega Buss.

Finora sono state aperte anche 25 indagini su altrettante società di calcio, due in più rispetto alla stagione precedente.

L'agenzia del fisco britannica ha finora raccolto 73,1 milioni di sterline (81,3 milioni di euro) a seguito delle indagini sul calcio professionistico nel 2019/2020, più del doppio dei 35,3 milioni di sterline (39,2 milioni di euro) recuperati l'anno prima.