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Europa: calo record del pil nel secondo trimestre, in Italia -12,4%

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Operai al lavoro in una fabbrica di Milano, 6 maggio 2020
Operai al lavoro in una fabbrica di Milano, 6 maggio 2020   -   Diritti d'autore  Antonio Calanni/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Come previsto gli effetti del lockdown sulle economie europee si sono rivelati in tutta loro forza nel secondo trimestre dell'anno.

Secondo i dati di Eurostat nei 19 paesi dell'area euro il pil ha subito una contrazione del 12,1% rispetto ad un anno fa, mentre il calo nei 27 paesi dell'Unione è stato dell'11,9%.

Stando ai dati preliminari dell'Istat tra aprile e giugno il pil italiano è crollato del 12,4% rispetto al primo trimestre del 2020 e del 17,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Un tracollo che ha riguardato tutti i settori dell'economia: dall'industria all'agricoltura, passando per i servizi.

Si tratta della flessione più grande da quando l'istituto di statistica ha cominciato le rilevazioni nel 1995. Tra gennaio e marzo il pil aveva subito una contrazione del 5,4%.

Il calo italiano è in linea con quello francese, dove la contrazione è stata del 13,8%. Oltralpe i consumi delle famiglie, principale fattore di crescita, sono diminuiti dell'11%, gli investimenti quasi del 18% e le esportazioni di oltre il 25%.

È andata ancora peggio in Spagna, dove la flessione nel secondo trimestre è stata del 18,5%: nei primi sei mesi dell'anno l'economia spagnola ha subito una contrazione di circa 300 miliardi di euro.

Anche la Germania, con un calo del 10,1%, ha fatto registrare il dato peggiore degli ultimi 50 anni.