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Accordo "storico" o "imperfetto"? Cosa dicono analisti e giornali stranieri del sì al Recovery Fund

La cancelliera tedesca Angela Merkel si confronta con il presidente francese Emmanuel Macron durante il summit di Bruxelles
La cancelliera tedesca Angela Merkel si confronta con il presidente francese Emmanuel Macron durante il summit di Bruxelles   -   Diritti d'autore  John Thys/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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E così, dopo tesi negoziati a Bruxelles - il NY Times riporta come il francese Macron ad un certo punto abbia dato una manata al tavolo urlando al cancelliere austriaco Kurz - i leader europei hanno finalmente raggiunto un accordo sul fondo per la ripresa e sul prossimo budget dell'Unione Europea.

Quattro giorni e quattro notti di lotte a colpi di miliardi e rivendicazioni di principio prima dell'annuncio del verdetto: Bruxelles emetterà 750 miliardi di debito comune per finanziare un pacchetto da 360 miliardi di prestiti e 390 miliardi di sovvenzioni.

Un momento storico per l'Europa, come l'hanno definito in tanti, a cominciare dal presidente transalpino.

Cosa ne dicono gli analisti

Vera dimostrazione di solidarietà impensabile prima del Covid-19. La novità dell'accordo è presto spiegata: "per la prima volta nella storia la Commissione Europea è autorizzata a prendere in prestito dei soldi sui mercati internazionali per poi trasferire i fondi agli Stati membri che ne hanno bisogno", dice Alessandro Leipold, Chief Economist al Lisbon Council ed ex alto funzionario del Fondo Monetario Internazionale. "Si tratta di una vera dimostrazione di solidarietà, qualcosa del tutto impensabile prima del Covid-19".

Secondo l'ex primo ministro finlandese Alexander Stubb, sebbene il vertice sia stato uno dei più lunghi della storia Ue, i Paesi sono stati "straordinariamente rapidi nell'accordarsi su un pacchetto così significativo". "È storico in termini di dimensioni, di portata e velocità", ha detto Stubb a Euronews, aggiungendo che il summit ha "approfondito l'integrazione europea in una maniera che non ha precedenti".

"Non ho mai visto una trattativa sul bilancio terminata sostanzialmente sei mesi prima del previsto. Né ho mai assistito ad un pacchetto di rilancio di 750 miliardi di euro, in equilibrio tra prestiti e sovvenzioni, definito in pratica in due mesi". Stubb, ora direttore dell'Istituto Universitario Europeo di Firenze, ritiene che la gravità della crisi economica che ha colpito il continente abbia creato le premesse per un accordo così repentino. "Tutti si sono resi conto, fin dall'inizio del Covid-19, che siamo sulla stessa barca".

Un buon compromesso europeo è un compromesso che non ama nessuno. "Il segno di un compromesso europeo di successo è che nessuno lo ama", dice Rebecca Christie del Think Tank Bruegel a Bruxelles. "Ci sono voluti quattro giorni, ci saranno un sacco di soldi sul tavolo e ci sarà tempo per migliorare l'accordo più avanti".

Stephanie Lecocq/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
La presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, assieme al presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, durante la conferenza stampa del 21 luglio 2020Stephanie Lecocq/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved

Cosa scrive la stampa estera dell'accordo

Secondo l'agenzia di stampa francese AFP i veri vincitori della trattativa sono stati i paesi "frugali" - Paesi Bassi, Austria, Finlandia, Svezia e Danimarca - ma anche l'Ungheria, che ha ottenuto un compromesso annacquato sullo stato di diritto.

La pensa così anche il decano dei corrispondenti italiani a Bruxelles, David Carretta, secondo cui stato di diritto e clima sono stati sacrificati sull'altare dell'accordo.

Ci sono solamente tre menzioni generiche sulla necessità di raggiungere la neutralità climatica nella UE entro il 2050, ma nulla che vincoli somme a particolari condizioni.

Identica la posizione di Le Monde e del quotidiano di destra Le Figaro, chefa notare come la Francia abbia ottenuto un po' più di fondi rispetto alla proposta originaria.

In Ungheria, i media più vicini alle posizioni del primo ministro Orbán salutano il testo finale come una vittoria, mentre quelli indipendenti la pensano all'opposto. Tra questi, Index.hu titola "La condizionale sullo stato di diritto rimane nel budget europeo".

Il portale Origo.hu scrive invece che "L'Ungheria e Orbán hanno difeso l'orgoglio nazionale".

Screenshot del 21 luglio 2020
L'homepage di uno del portale di notizie Origo: sottolineati in rosso sono i termini che salutano l'accordo come una vittoria per OrbánScreenshot del 21 luglio 2020

In Austria, per il quotidiano Wiener Zeitung è cambiato il bilanciamento dei poteri in seno alle istituzioni europee.

"Un ristretto gruppo di piccoli stati ha rallentato il motore franco-tedesco. Il cinque 'frugali' di recente formazione hanno scoperto di avere potere, se uniti. Che si tratti dei piccoli o dei Frugali o dei 4 stati di Visegrad, da questo storico vertice Ue soffia un nuovo vento sul funzionamento interno dell'Unione Europea", si legge.

Il giornale svizzero Neue Zürcher Zeitung (NZZ) chiama gli olandesi "i nuovi inglesi d'Europa".

"Si sono ridotti a 17 milioni di abitanti, guidano sul lato destro della strada e parlano olandese. Ma hanno imparato il ruolo dello spauracchio, che li sta rendendo impopolari al tavolo delle trattative di Bruxelles".

Gli stati frugali, continua NZZ, marcano il punto nel volersi assicurare che gli aiuti per il coronavirus non finiscano per colmare lacune di bilancio [degli stati meno accorti].

El País pubblica l'opinione dell'economista José Moisés Martín, il quale ritiene che l'accordo sia positivo per la Spagna, uno dei Paesi ad aver più beneficiato della ripartizione dei fondi europei. "La Spagna ha la capacità di sfruttare questa opportunità unica e di generare la spinta agli investimenti e alle riforme di cui abbiamo bisogno per una crescita più robusta e sostenibile a medio termine".

Secondo El Confidencial lo storico accordo apre la porta ad un'Europa più coesa nella gestione comune delle crisi, ma ricorda anche che le condizioni scritte in piccolo, ovvero le clausole di condizionalità, sono tanto importanti quanto i grandi numeri. "Il governo avrà le mani legate per adempiere alle promesse elettorali. Da ora fino al 2024 le politiche spagnole dovranno allinearsi alle raccomandazioni annuali della Commissione UE. Questo limita in maniera significativa il margine politico di Pedro Sánchez", che dovrà cercare di far passare piani strutturali di riforma entro il 2022 se vorrà ricevere i fondi accordati.

Una scommessa non facile, viste le difficoltà da due anni a questa parte di approvare la legge di bilancio. Sulla stessa linea il quotidiano conservatore ABC secondo il quale l'esecutivo socialista dovrà proporre riforme impopolari ma necessarie, che gli piaccia o no.

Cosa preoccupa

Leipold del Lisbon Council si dice preoccupato dal meccanismo di governance del recovery fund, in cui gli esborsi dovranno ancora essere decisi quasi all'unanimità.

Se ci dovessero essere riserve da parte di uno Stato membro, si passerà al Consiglio europeo per quella che viene definita una 'discussione esaustiva'. Il rischio, indica l'analista, è quello di tornare ad "un processo molto intergovernativo" in cui il consenso è difficile da raggiungere. In caso sorgessero obiezioni, quindi, possibile che il passo venga compiuto all'indietro invece che avanti.

Non solo. Gli eurodeputati potrebbero - almeno in teoria - ostacolare l'approvazione finale del recovery plan.

"Il Parlamento europeo sarà coinvolto nel processo, gli eurodeputati chiederanno alcuni cambiamenti sui punti ritenuti più importanti", aggiunge Rebecca Christie. Alcuni europarlamentari potrebbero voler "giocare duro" per far passare il proprio punto di vista.

Il Parlamento europeo ha il potere di bloccare l'accordo, ha avvertito in più occasioni David Sassoli. I deputati vogliono che l'intero pacchetto includa indicazioni chiare sullo stato di diritto, così da congelare i finanziamenti ai paesi che violano i principi democratici.

Il Covid-19 ha ucciso circa 135mila europei. Si prevede che quest'anno l'economia del blocco Ue si contrarrà di circa l'8,3%.