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Nel Libano della bancarotta i tassisti accelerano e inscenano la protesta

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Nel Libano della bancarotta i tassisti accelerano e inscenano la protesta
Diritti d'autore  Hussein Malla/AP2010
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Protestano i taxisti

Operazione lumaca dei taxisti a Beirut lunedì mattina.

I taxisti si sono ritrovati di fronte al ministero dell'Interno per chiedere di aumentare le tariffe e per protestare contro un cambio troppo sfavorevole rispetto al dollaro.

I taxisti pagano il prezzo della peggior crisi economica dalla guerra civile nel Paese.

"Chiediamo l'aumento delle tariffe, l'esezione dai pedaggi autostradali, non abbiamo assicurazioni, non abbiamo niente, nessuna esenzione sui parcheggi, nessuno ci aiuta".

"Le nostre richieste sono chiare, si abolisca tra le altre cose la revisione dell'auto e del pedaggio autostradale".

La valuta locale ha perso circa l'80% del suo valore rispetto al dollaro da ottobre un trend negativo che non si arresta. Le banche hanno ridotto i prelievi e i trasferimenti in dollari statunitensi.

La lira libanese è ancorata al dollaro americano da 22 anni ormai, grazie a un maccanismo di ingegneria finanziaria ideato dal governatore Riad Salameh, che era riuscito a mantenere il cambio fisso con il dollaro a 1, 5 sterline libanesi. Meccanismo che è saltato, e sul mercato nero la sterlina libanese è crollata nei confronti del dollaro americano, perdendo oltre il 40% in pochi mesi.

Il tracollo a marzo

Il Paese vive uno dei momenti storici peggiori deilla sua storia contemporanea. Lo scorso 9 marzo il governo ha annunciato di non essere in grado di pagare l'eurobond in scadenza da 1,2 miliardi di dollari. L'evento si è configurato come il proseguimento di una grave crisi economica nel 2019, anno in cui i conti pubblici hanno raggiunto livelli disastrosi, con il debito pubblico sopra il 170% del Pil. Ancora prima dell’ultima crisi, nel 2018 il deficit aveva superato l’11% del Pil. L’inflazione è andata oltre le due cifre.

Il paradosso libanese

Instabile dal punto di vista politico, su quello finanziario invece il Paese ha avuto fino all'altro ieri lezioni da dare

Il settore bancario privato,fino a 10 anni fa finanziava buona parte del debito del governo (che allora ammontava al 130% del Pil) .

Nel 2010, quando le economie dei Paesi occidentali si leccavano ancora le ferite per la crisi finanziaria mondiale iniziata nel 2008 , le banche libanesi mostrvano numeri impressionanti: l’attività consolidata delle 54 banche libanesi aveva raggiunto i 128,9 miliardi di dollari, il 12 per cento in più sul 2009, che a sua volta aveva registrato un aumento del 22% rispetto all'anno della crisi mondiale, il 2008.

Sempre nel 2010 i depositi privati erano arrivati a 107,2 miliardi, il 12% in più rispetto al 2009.

Il Libano è crollato di fronte alla crisi in Siria, in seguiot alla quale si sono riversati nel Paese un milione e mezzo di profughi di fronte al quale Beirut si è trovata impreparata.

Un dato parla per tutti: il Libano si è trasformato nel Paese con il più il più alto rapporto al mondo di rifugiati per abitante.