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Germania: 657 contagiati in un mattatoio, quarantena per migliaia di persone e scuole chiuse

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Germania: 657 contagiati in un mattatoio, quarantena per migliaia di persone e scuole chiuse
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Negli ultimi mesi la Germania è stata citata spesso come modello da seguire nella lotta al Covid-19. Nelle ultime ore però le autorità tedesche sono in allerta dopo la segnalazione di due nuovi focolai: uno in un mattatoio di Gütersloh, nel Nord Reno-Vestfalia, dove almeno 657 dipendenti sono risultati positivi al test.

Circa 7000 persone che vivono nell'area del mattatoio sono state messe in quarantena. Chiuse le scuole, e naturalmente anche l'impianto.

L'altro focolaio è stato individuato a Berlino: una settantina di casi confermati tra i residenti di un condominio a Neukölln, quartiere nella zona sud della capitale. 370 famiglie sono state messe in quarantena, mentre la polizia controlla i blocchi residenziali nelle vicinanze.

Il ministro dell'Agricoltura tedesco Julia Kloeckner ha definito "insostenibili" le condizioni di lavori nei nel mattatoio di Gütersloh, appartenente al gruppo Tönnies, una delle principali aziende tedesche nel settore della carne.

Non si tratta del primo caso: nei mesi scorsi sono stati segnalati focolai del virus anche in altri macelli del paese, dove i lavoratori sono costretti a lavorare in spazi limitati e a stretto contatto con i colleghi. E il numero di contagi sembra destinato ad aumentare nelle prossime ore, visto che solo una parte dei dipendenti al momento è stata sottoposta ai test.

Karl-Josef Laumann, il ministro della salute del Nord Reno-Westfalia, ha detto che circa due terzi di tutti i test realizzati finora tra i dipendenti del mattatoio sono risultati finora positivi: "Sono un po' preoccupato di cosa salterà fuori quando nei prossimi giorni testeremo gli altri 6.000 lavoratori"

Il governo tedesco si è impegnato a reprimere la pratica di ricorrere a subappaltatori, che spesso assumono lavoratori migranti e li ospitano in alloggi angusti.

"Non è una coincidenza che il macello di Tönnies sia diventato il prossimo focolaio di infezioni da coronavirus", ha detto Freddy Adjan, il vice presidente del sindacato NGGG che rappresenta i lavoratori dell'industria alimentare e delle bevande. Adjan ha detto che i lavoratori impiegati dai subappaltatori devono fare i conti di "condizioni di lavoro e di vita catastrofiche".

"Questo sistema malato deve finire - ha detto Adjan - la decisione del governo che include il divieto di lavoro a contratto deve essere pienamente attuata nel processo legislativo".

Stando all'azienda l'epidemia potrebbe essere collegata ai recenti viaggi dei lavoratori, soprattutto dall'Europa dell'est, dopo la riapertura delle frontiere.

Ma gli esperti si chiedono se un'epidemia così grande - che ha portato a un numero di casi superiore a quello che l'intero paese normalmente registra in un giorno - possa essere stata causata solo dai viaggi.

"Le condizioni di lavoro nei macelli non sembrano essere molto compatibili con le misure igieniche attualmente necessarie - ha detto Isabella Eckerle, che dirige il centro per le malattie virali emergenti dell'Università di Ginevra - a mio parere, il gran numero di dipendenti (infetti) indica un 'super evento di diffusione' non rilevato nell'azienda che si sta verificando da tempo".

Un portavoce dell'azienda, Andre Vielstaedte, ha detto che le condizioni nelle aree in cui il bestiame viene macellato potrebbero avere avuto un ruolo, sottolinenando che le temperature vanno "dai 5 ai 12 gradi centigradi in un'atmosfera umida dove si formano aerosol e il virus può poi diffondersi attraverso l'aria".

Focolai si sono sviluppati anche nei mattatoi di paesi, tra cui gli Stati Uniti. Qui, stando al sindacato United Food and Commercial Workers, almeno 44 lavoratori Uniti sono morti a causa del virus e altri 3.000 sono risultati positivi.

I casi confermati in Germania, secondo il conteggio della Johns Hopkins University, sono quasi quasi 190.000, 8.869 le vittime.