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Un oligarca e un sindaco alla sbarra per il disastro ambientale in Siberia

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Un oligarca e un sindaco alla sbarra per il disastro ambientale in Siberia
Diritti d'autore  AFP
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Scatta l'inchiesta penale in Russia per le responsabilità della fuoriuscita di migliaia di tonnellate di carburanti dai depositi di una centrale termica nella Siberia del nord. Sarà Norilsk Nickel, la compagnia mineraria dell'oligarca Vladimir Potanin, a cui appartengono gli impianti, a farsi carico dei danni, stimati in miliardi e miliardi di rubli. Ma alla sbarra finisce anche il sindaco di Norilsk Rinat Akhmetchin accusato di negligenza a seguito della catastrofica fuoriuscita di gasolio. Febbrili proseguno le operazioni di bonifica del fiume Ambarnaya e terreni circostanti.

Le ferite si avvertiranno a lungo

"Eseguiamo la pulizia meccanica e per pulire completamente il territorio dobbiamo trattarlo con materiali assorbenti, prodotti biologici che per dirla chiaramente digeriranno questi derivati petroliferi che rimangono sotto forma di pellicola su terreni, radure, alberi. È sciocco dire o pensare che nulla perirà e che l'incidente sparirà senza lasciare traccia": ha chiarito Viktor Bronnikov, uno dei responsabili della colossale bonifica.

Chi è Potanin

Fra i pochi oligarchi della prima ora, della stagione di Boris Eltsin, sopravvissuti in era Putin, Potanin non è uno sciocco. È alla barra della più grande azienda produttrice mondiale di nickel e palladio e gli è toccato apparire in tv, impacciato, mentre il presidente russo gli chiedeva conto di quanto è avvenuto in Siberia, nella “sua” Norilsk. Ciò vuol dire che l'emergenza è particolarmente grave e che Putin vuole i colpevoli. "La direzione investigativa principale del comitato investigativo russo sta spingendo una denuncia per negligenza penale nei confronti del sindaco di Norilsk Rinat Akhmetchin per l'incapacità di adempiere alle sue funzioni in un'emergenza innescata da una fuoriuscita di prodotti petroliferi pari ad almeno 21.100 metri cubi da un serbatoio di stoccaggio di gasolio in Norilsk ": recitano le prime carte giudiziarie.

La gravità dei danni

La fuoriuscita dei combustibili, finiti nei corsi d’acqua vicini a causa del danneggiamento di una cisterna nella centrale termo-elettrica TEZ-3, viene giudicato uno dei più gravi disastri ambientali nella storia dell’Artico russo.