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In piena pandemia da Covid-19 le riflessioni nella Giornata mondiale dell'ambiente

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In piena pandemia da Covid-19 le riflessioni nella Giornata mondiale dell'ambiente
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Ogni 5 giugno dal 1972 nella Giornata mondiale dell'ambiente veniamo invitati dall'ONU a riflettere sul nostro impegno nella difesa della natura. La pandemia da Covid-19 è stato l'ultimo esempio di come le azioni irrispettose dell'uomo nei confronti degli altri esseri viventi del pianeta minaccino la sua stessa sopravvivenza.

Intervendo nel corso di una diretta di Euronews, Inger Andersen, ai vertici del programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UNEP), ha sottolinea come questa crisi debba essere un'opportunità per una riconversione a un'economia verde, per creare nuovo lavoro, per campagne di efficientamento energetico degli edifici, per promuovere la mobilità sostenibile, le energie rinnovabili, le riforestazioni.

Su questa linea è la Commissione europea, che ha deciso di non posticipare, nell'emergenza coronavirus, gli step previsti dal suo ambizioso Green Deal.

Dopo Andersen, la celebre etologa e antropologa Jane Godall ha ricordato come a lungo siano rimasti inascoltati gli scienziati che studiano il salto di batteri e virus dagli animali all'uomo perché non si rispetta l'ambiente, si tagliano le foreste, e si costringono le specie selvatiche ad entrare in stretto contatto con le persone.

Nella Giornata, che quest'anno ha avuto come tema centrale la difesa della biodiversità, l'invito è anche a considerare che se il lockdown ha ridotto del 17% le emissioni di anidride carbonica, dovremo presto fare i conti con la plastica delle mascherine e altri dispositivi di sicurezza immessa massicciamente nell'ambiente.