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Covid-19: tre passi avanti, due indietro nella battaglia al virus

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Covid-19: tre passi avanti, due indietro nella battaglia al virus
Diritti d'autore  Alfredo Falcone/ LaPresse
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Il senso di appartenenza si nutre di simboli, come quello che ha voluto trasmettere il presidente Sergio Mattarella, che ha deciso di celebrare la Festa della Repubblica a Codogno, cuore della bassa lodigiana e dell'epidemia di coronavirus.

L'Italia riparte da Codogno con Mattarella

Nel luogo dove tutto è partito, con l'individuazione del paziente zero il 21 febbraio, Mattarella ha invitato l'Italia a ricominciare. E si riparte, dal 3 giugno, con l'apertura dei confini nazionali senza l'obbligo di quarantena di 14 giorni per le persone provenienti dai Paesi dell'area Schengen e dalla Gran Bretagna. Per il resto dei Paesi europei l'obbligo cadrà dal 15 giugno.
Oggi, 3 giugno, anche la fine del divieto di spostamenti tra regioni.

OMS: "La pandemia è in declino, non veloce ma costante"

"In Europa occidentale stiamo assistendo a un declino - non è veloce - ma è un declino costante di nuovi casi che vengono segnalati ogni giorno - dice Margaret Harris portavoce dell'Organizzazione Mondiale della Sanità - ciò significa che il numero di nuovi casi è ancora significativo, ma è un numero in calo".

Germania: passi falsi e aumento dei contagi

Ma ci sono molte voci che si levano contro un allentamento repentino delle restrizioni. La Germania, applaudita per la sua gestione della pandemia, sta aprendo i confini, ma si registrano anche pericolose battute d'arresto.
Le autorità di Gottinga hanno dovuto chiudere nuovamente le scuole dopo la scoperta, la settimana scorsa, di un gruppo di circa 35 nuovi contagi in appartamenti che ospitano diverse famiglie allargate.
Prosegue il lavoro di “tracciamento” delle autorità sanitarie del distretto per isolare tutti coloro che sono entrati in contatto con persone risultate positive al test Covid-19.
Se non dovessero rispondere all’appello di presentarsi volontariamente, riceveranno un ordine scritto per fare il test e - in caso di negligenza - eventualmente saranno multati.

Il Regno Unito indaga sui fattori di rischio

Nel Regno Unito il numero di vittime a causa di Covid-19 è sceso ai livelli più bassi da marzo, ma il Paese è in ogni caso uno dei più colpiti, con oltre 39.300 decessi. Il governo sta allentando le misure restrittive, ma ha anche avviato un sistema di tracciamento per capire chi è a rischio.
Secondo Matt Hancock, Segretario di Stato alla Salute del Regno Unito, "l'età è il più grande fattore di rischio. Poi, il sesso. Vivere in città è un rischio, ed essere neri o di etnia minoritaria rappresenta un altro rischio significativo. C'è molto lavoro da fare per capire cosa determina queste disparità e come interagiscono i diversi fattori".
Nel frattempo tutti vengono esortati a seguire le linee guida sul l'igiene. Imperativo categorico quello di lavarsi con frequenza le mani e tenere la distanza sociale. Dai deputati di Londra, distanti mentre facevano la fila per votare, il buon esempio.