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Spagna, tornano di moda il ''reddito minimo vitale'' e la Tobin tax

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Parlamento spagnolo (archivio, 2 febbraio 2020)
Parlamento spagnolo (archivio, 2 febbraio 2020)   -   Diritti d'autore  Bernat Armangue/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Parafrasando altri tempi e circostanze, il ''socialismo in un solo Paese'' non è roba per gli spagnoli.
Parte da casa con l'approvazione dell' "Ingreso mínimo vital (Imv, reddito minimo vitale), un sussidio pubblico per le famiglie a basso reddito, da parte del consiglio dei ministri; procede con una proposta rilanciata in Europa per un reddito minimo a tutti i cittadini europei e una nuova politica basata sul principio di solidarietà.

L’Imv della Spagna ammonterà a 462 euro al mese a persona fino a un massimo di 1.015 euro per nucleo familiare, si legge su El País, e sarà cumulabile con altri sussidi.
Si stima che circa centomila famiglie potrebbero ricevere l'aiuto economico a partire dal 15 giugno, ma l'esecutivo ha intenzione di ampliare il programma fino a raggiungere 850.000 nuclei familiari e garantire sostegno a 1,6 milioni di persone sotto la soglia di povertà estrema.
La misura dovrebbe gravare sul bilancio dello Stato per circa 3 miliardi di euro all’anno. Si prevede possa essere finanziata parzialmente attraverso una proposta di "Tobin tax" sulle aziende digitali e sulle transazioni di Borsa.

Spagna: i numeri della crisi economica

La misura approvata dall'esecutivo Sánchez si lega a un contesto sociale emergenziale: in Spagna, il tasso di povertà estrema è quasi il doppio della media europea (12,4 per cento contro 6,9). L’introduzione di un reddito di base era prevista nell’accordo di coalizione raggiunto a dicembre tra il Partito socialista e Unidas Podemos, ma la crisi deflagrata con la bomba Covid-19 ha spinto il governo a mettere mano subito al provvedimento. Tra marzo e aprile le domande per i sussidi di disoccupazione sono aumentate di quasi 600.000 unità.
La disoccupazione in Spagna era già superiore al 13,5% prima della pandemia e il Fondo monetario internazionale ha dichiarato il mese scorso di aspettarsi un aumento del 20,8%.
Secondo i dati preliminari, la crescita nel Paese si è ridotta del 5,2% nel primo trimestre, la peggiore lettura dagli anni Settanta. La stima è che il Pil spagnolo si contragga dell'8% quest'anno.

Chi è ammissibile al reddito minimo vitale?

Per rivendicarlo, le famiglie devono dimostrare di essere in una situazione di vulnerabilità con uno stipendio mensile inferiore a 200 euro o con un reddito medio familiare inferiore a 450 euro a persona.
Il "reddito minimo vitale" può essere cumulato con il lavoro retribuito e con altre prestazioni statali come il sussidio di disoccupazione. Il governo spera di incoraggiare le persone a continuare a cercare lavoro.
In pratica, se un membro della famiglia guadagna meno di 200 euro al mese e il suo partner guadagna 600 euro al mese - in media 400 euro a persona - ha diritto al nuovo aiuto economico.
I migranti che vivono in Spagna da più di un anno potrebbero anche richiedere il nuovo sussidio con la rinuncia al requisito della residenza se la persona è stata vittima di abusi o di tratta.
Possono beneficiare della misura anche gli adulti tra i 23 e i 65 anni che vivono da soli. In totale, circa 2,3 milioni di persone dovrebbero riceverla. L'importo, che ogni richiedente riceverà, varierà tra un minimo di 462 euro e un massimo di 1.100 euro al mese, a seconda che ci siano bambini o adulti disoccupati nella famiglia.

Cosa dicono gli ''sponsor'' del reddito minimo vitale

Il primo ministro Pedro Sánchez , ha descritto l'Imv come "misura storica".

Un Paese non prospera se lascia fuori una parte della sua popolazione
Il premier spagnolo Sanchéz dopo l'approvazione del reddito minimo

Su Twitter anche Pablo Iglesias, vice presidente del governo e segretario generale di Podemos, sottolinea la conquista di civiltà: "Nasce l'#IngresoMinimoVital, che permetterà a milioni di persone di guardare al futuro senza paura. È il più grande progresso in materia di diritti sociali in Spagna dalla Ley de Dependencia del 2006".

Reddito minimo: una proposta da esportare in Europa

La proposta spagnola di un reddito minimo a tutti i cittadini europei è approdata in Europa: lo chiede il vice presidente e leader di Podemos, Pablo Iglesias, che afferma di lavorare al progetto con i ministri di Portogallo e Italia per chiedere all’Europa un reddito minimo paneuropeo che “stabilisca standard di dignità garantendo i consumi”. Secondo lo schema di Podemos, la Commissione europea dovrebbe stabilire il reddito minimo spettante a ognuno degli stati membri del blocco, a seconda di alcuni fattori, come il Pil e il valore medio dei salari.

L'ipotesi sul tavolo europeo non specifica però l'elemento chiave: come il reddito minimo verrebbe finanziato.