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Cosa ha fatto l'UE durante la pandemia? Ecco come ha aiutato gli Stati membri

Di Sandor Zsiros
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Cosa ha fatto l'UE  durante la pandemia? Ecco come ha aiutato gli Stati membri
Diritti d'autore  Michael Probst/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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La Commissione europea si prepara ad annunicare il fondo per la ripresa, pesato per combattere la crisi economica generata dalla pandemia. Ma cosa ha fatto finora l'UE per aiutre gli Stati membri?

Ecco un riassunto di tutti gli strumenti finanziari finora adottati.

1. Uso dei fondi europei rimasti inutilizzati

In primis la Commissione ha consentito agli Stati membri di usare quei fondi del bilancio europeo corrente che erano rimasti inutilizzati e che di norma avrebbero dovuto restituire.

2. Il nuovo Bazooka della BCE

La Banca cenrale europea ha annunciato a marzo un enorme programma di acquisto di titoli di Stato del valore di 750 miliardi di euro che durerà fino alla fine di quest'anno.

La BCE già aveva acquistato il debito dell'Eurozona in passato, ma rigorosamente in proporzione al PIL e alla popolazione.

"Ciò che è molto importante sottolineare per i nuovi acquisti effettuati durante l' emergenza è che non esiste questa limitazione e la BCE può acquistare in modo molto flessibile i titoli di stato degli Stati membri dell'Eurozona", spiega Zsolt Darvas, analista presso il Bruegel institute.

3. Il programma SURE

Ad aprile la Commissione europea ha annunciato l'avvio del programma SURE, che finanzia con un credito le misure per proteggere i posti di lavoro negli Stati membri. Il vantaggio potrebbe consistere nell'ottenere un prestito molto economico e con un tasso di interesse pari a zero.

4. 25 miliardi di euro per le PMI europee

Sempre ad aprile la Banca europea per gli investimenti ha annunciato un regime di garanzia da 25 miliardi di euro per sostenere le PMI in Europa. Ciò potrebbe generare fino a 200 miliardi di crediti.

5. Il MES, meccanismo europeo di stabilità

Il meccanismo europeo di stabilità è stata la principale fonte di salvataggio per la Grecia ma con condizioni molto rigorose. A maggio i ministri dell'Eurozona hanno esteso la portata del fondo per coprire la crisi del coronavirus, ma con condizioni molto diverse, spiega Darvas.

"L'unico requisito questa volta è che gli Stati Meber dovranno spendere questi soldi per le spese relative all'assistenza sanitaria. È anche limitato al 2% del PIL, è un prestito molto più piccolo".

6. La proposta per un "recovery fund"

Finora l'UE ha assicurato per lo più un credito economico agli stati membri per combattere la crisi, mentre la proposta franco-tedesca per la creazione di un piano da 500 miliardi di euro prevede che il denaro venga concesso a fondo perduto. Se venisse approvata e l'UE concedesse sovvenzioni ai paesi bisognosi, la risposta dell'UE alla crisi potrebbe rappresentare una novità.

Journalist • Elena Cavallone