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Riaprono i battenti i monaci trappisti belgi. E c'è chi si fa due ore d'auto, per la birra!

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Riaprono i battenti i monaci trappisti belgi. E c'è chi si fa due ore d'auto, per la birra!
Diritti d'autore  AP Photo/Ronald Zak
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La birra in Belgio, si sa, è come il calcio in Italia: religione. Per questo, mentre il Paese al mondo con il tasso di mortalità per Covid-19 più alto rispetto alla popolazione, allenta poco a poco le misure restrittive, tra i primi ad aver riaperto al pubblico sono proprio i monaci trappisti.

"Dovete sapere che noi viviamo secondo la tradizione benedettina, che prevede che i monaci non vivano di ciò che ottengono, ma che vivano del lavoro delle loro mani", spiega Padre Godfried, monaco trappista dell'abbazia di Westvleteren. "In termini molto concreti, questo significa che dobbiamo vivere della nostra fabbrica di birra. Quindi per noi è molto importante poter ricominciare a vendere. Perché è di questo che viviamo".

E c'è chi è pronto anche a farsi due ore di strada, per potersi portare a casa questo nettare divino, come questo cliente: "Questa è la prima vera opportunità per uscire di casa, per guidare fino a qui e comprare delle birre famose in tutto il mondo".

E i monaci ci mettono la mano sul fuoco: questo lotto di birra appena "sfornato" è il migliore al mondo!