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Chi fa i soldi nell'era covid, farmacie a domicilio e plastica

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Chi fa i soldi nell'era covid, farmacie a domicilio e plastica
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La depressione economica da covid non riguarda tutte le imprese. Ci sono eccezioni, coi profitti in controtendenza rispetto al crollo generalizzato dell'economia manifatturiera, pressoché ibernata da quasi quattro mesi di confinamento.

Prendiamo ad esempio il caso della piccola impresa di servizi francese, Phacil. Ebbene, si considera come la Deliveroo dei farmaci, consegnati a domicilio a chi è costretto in casa per i ben noti motivi sanitari.

Pronti via: medicine ordinate in rete, confezionate da farmacisti, e inviate al cliente. Una tipica corvée da terzo millenio trasformata in miniera d'oro durante il confinamento, come spiega Agathe Plantier, co-fondatrice di Phacil:

"Solo in due mesi i clienti della piattaforma si sono moltiplicati, per sei o per sette. Semplicemente perché la crisi sanitaria li ha relegati in casa"

_Il ritorno della plastica _

In tutto ciò la plastica grida vendetta. Chi si ricorda delle condanne senza appello subite da folle verdi come spinaci prima che il morbo infuriasse? Ad esempio, un altro oggetto del desiderio del lavoratore dell'era c-19 è la visiera, uno scudo facciale trasparente (tipo saldatore) che dovrebbe, contro l'infezione fiato a fiato, fare una barriera. Così, Marc Delmatto, titolare di Tecform France, azienda di oggetti di plexiglass, con sede nella regione di Parigi, fatica a stare alle calcagna della domanda della plastica, che fila come il vento. E adesso, lui si gode la corsetta imprenditoriale:

"tra le attivita' che richiedono la visiera ci sono farmacisti, panettieri, pescivendoli, ottici, dentisti, medici. chiunque abbia bisogno di una protezione, anche i parrucchieri" dice soddisfatto.

L'azienda ha adattato l'offerta alle necessità del mercato, per tenere testa alla massa crescente di ordinazioni e per organizzare le officine in base alle normative anti-covid. Risultato: un'eccentrica mistura di meno produzione e maggiori profitti.

Infatti , prima della crisi, questa impresa faceva centinaia di oggetti in plexiglass, adesso ne produce solo quattro, comprese le visiere e le protezioni per il volto. Eppure, gli affari vanno a gonfie vele.

Inoltre, le aziende con spazi limitati hanno dovuto chiudere durante la pandemia perché non potevano garantire il necessario distanziamento sanitario. Il proprietario di questa fabbrica spera quindi che la diffusione dei pannelli di separazione in materiale plastico permetterà all'economia manifatturiera di sciogliere anche il nodo profilassi.