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Le difficoltà dell'insegnamento a distanza nelle periferie francesi

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Le difficoltà dell'insegnamento a distanza nelle periferie francesi
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Fra le maggiori preoccupazioni dei governanti, dispensatori delle costrizioni domiciliari della pandemia, ci sono le periferie metropolitane irte di alveari umani (un panorama analogo a tante città europee). Edifici che nell'ultimo ventennio la Francia ha cercato di eliminare dando alla porzione più povera della società nuove unità abitative meno disumanizzanti rispetto a quelle che negli anni Cinquanta e Sessanta servivano per ospitare alla bell' e meglio le masse di operai "importati" dall'Africa settentrionale. Restare confinati a lungo in pochi metri quadrati non è stato facile per tutte quelle famiglie che senza mezzi non hanno potuto garantire ai loro figli l'opportunità dell'insegnamento a distanza.

Un caso a Parigi in una famiglia priva di grandi strumenti informatici

Euronews è andata in visita ad una famiglia monoparentale con sei ragazzi in casa. E' il caso della Signora Carmen, una addetta alle pulizie di un ospedale parigino. Carmen ammette di aver dovuto lavorare moltissimo in ospedale in questi ultimi mesi e le è stato impossibile seguire i figli nelle difficoltà dell'insegnamento on line. Sua figlia Myriam ci ha spiegato come ha continuato le lezioni in questo periodo, senza poter disporre di un vero computer ha dovuto fare tutto dal suo cellulare: "Ho preparato un foglio con le lezioni assegnate. Poi ho controllato tutti gli esercizi che gli insegnanti mi hanno inviato e dopo ho dovuto solo rispedire il tutto via e-mail". Il cugino che fa parte dello stesso nucleo familiare è stato meno fortunato perchè ha il cellulare rotto, quindi per lui niente insegnamento on line. Spera di recuperare appena le scuole riapriranno.

I docenti stanno affrontando questa nuova sfida della didattica 2.0 in un momento molto complesso a causa dell'emergenza sanitaria

Per gli insegnanti la sfida è stata anche avvilente visto che solo in parte era possibile raggiungere i loro allievi. "La prima difficoltà è i gap digitale di cui parliamo molto. Sapevo che esisteva, ma non sapevo che fosse tanto grave. Molti dei miei studenti non hanno un computer, o c'è solo un computer in casa e poiché ci sono altri fratelli e sorelle e i genitori a volte hanno bisogno di usarlo per lavoro, è complicato - spiega l'insegnante parigina Elise Boscherel - I bambini di questi quartieri non hanno delle vere camere da letto. Vivono in spazi molto piccoli. Non oso fare corsi online con i video perché non voglio che gli studenti si sentano in giudicati". Secondo Boscherel questa situazione avrà ujn impatto importante sulla vita di questi ragazzi. Anche prima della crisi, l'istruzione nelle periferie francesi era una sfida. Qui, il 27% degli studenti abbandona la scuola senza ottenere un diploma. Il tasso di analfabetismo è al 15%. Un tasso che non si sarebbe mai immaginato nella ricca Francia. Inoltre l'istruzione è stata a lungo considerata un passaporto per il riscatto sociale e la prosperità; gli studenti francesi più poveri subiscono quindi un duro colpo dalla crisi del Covid-19 e le ripercussioni potrebbero compromettere la loro integrazione sociale oltre che le future condizioni di vita.

Le complicazioni della didattica in remoto anche dove le cose funzionano

Anche quando a casa c'è un discreto livello di informatizzazione i problemi non mancano. Il primo problema è l’autonomia degli studenti, che devono saper gestire la tecnologia. Il secondo sta nell'organizzazione delle lezioni in remoto con piattaforme informatiche dedicate che consentano una buona qualità di collegamento. Questo avviene anche in quelle che si considerano le Apple distinguished school. Serve sempre una adeguata assistenza tecnica per risolvere i problemi che sorgono. Per gli studenti italiani, fra l'altro, c'è il problema del completamento dell'insegamento scolastico annuale e in modalità "remoto", una sfida che si annuncia non facile. Una situazione che riguarda anche altri paesi e che ha pesato, come in Francia, sulla decisione di far tornare almeno gli allievi delle scuole elementari in classe.