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Covid-19: niente festival quest'estate. Cancellazioni che costano milioni e posti di lavoro

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Covid-19: niente festival quest'estate. Cancellazioni che costano milioni e posti di lavoro
Diritti d'autore  AP Photo/Christian Palma
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Quest'estate niente concerti o grandi festival in Europa. Non ci saranno tori in corsa per le strade della Spagna o feste dove scorrono fiumi di birra in Germania. La pandemia di Covid-19 ha costretto ad annullare o rimandare la maggior parte dei grandi spettacoli all'aperto. E quelli che ancora sono mantenuti, dovrebbero seguire a breve la stessa strada. Tutto cià si traduce in una perdita economica da centinaia di milioni di euro.

Uno degli eventi annullati di quest'estate è il Fringe Festival di Edinburgo, in Scozia, vetrina per teatro, commedia, musica e danza. "Avremo un buco di circa 1 milione e mezzo di sterline, perché annullando il Fringe di quest'anno, volevamo comunque assicurarci di poter rimborsare al 100% tutti gli artisti e le compagnie che si erano iscritte", spiega Shona McCarthy, Chief Executive del Fringe Festival. "Probabilmente l'impatto economico per la città sarà di circa 200 milioni, all'anno".

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Publiée par Boom Festival Official sur Jeudi 9 avril 2020

Neanche il Boom festival, nella cittadina portoghese di Idanha-a-Nova, aprirà i battenti. 40.000 persone, provenienti da oltre 170 Paesi, avevano già i biglietti per l'edizione di quest'anno, ma la chiusura delle frontiere ha rimandato tutto al 2021 e ha lasciato la regione orfana di un'importante fonte di reddito. Si tratta di un festival senza sponsor, che dipende esclusivamente dalla vendita dei biglietti e dall'affitto degli spazi e quindi più esposto allo shock economico di un rinvio. "L'ultima edizione del Boom ha avuto un impatto economico di 56 milioni di euro per il Portogallo, di circa 2 milioni e mezzo per la regione e di circa 1,4 milioni di euro per il distretto di Castelo Branco", dichiara Artur Mendes, dell'organizzazione del Boom Festival. "Sappiamo già che il rinvio del festival avrà una grossa conseguenza su quella che è l'attività economica in questa regione".

E anche se il genere musicale è totalmente diverso, le difficoltà sono condivise con il festival di Jazz à Vienne francese. Con solo il 17% dei finanziamenti pubblici, il rinvio dell'edizione di quest'anno ha portato al licenziamento di quasi tutti i dipendenti della società organizzatrice.

"Jazz à Vienne è essenzialmente questo festival", dice Benjamin Tanguy, direttore artistico Jazz à Vienne. "Abbiamo un programma stagionale, ma il grosso degli introiti arriva dal festival estivo. Quindi se un'edizione viene annullata, naturalmente, c'è molta preoccupazione".

Diverse discoteche di Ibiza, l'isola degli eccessi e del divertimento per eccellenza, hanno già annunciato che le tanto attese aperture, previste a maggio, sono cancellate. E molti operatori del settore temono che tutta la stagione estiva potrebbe saltare e sperano almeno nelle cosiddette "chiusure", programmate in genere a fine settembre/inizio ottobre.

Il Covid-19 è anche una lezione, però, per chi organizza festival. Si sta infatti già lavorando all'edizione del prossimo anno, pensando a soluzioni in caso di un'eventuale pandemia.