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Periferie francesi in fiamme. Rivolta contro violenze della polizia

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Periferie francesi in fiamme. Rivolta contro violenze della polizia
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La periferia parigina è in fiamme dopoché la popolazione ha accusato la polizia di aver usato eccessiva violenza con il pretesto di fare rispettare le misure di confinamento anti-coronavirus.

Tutto è cominciato nella località di Villeneuve-la-Garenne, ma altri incidenti sono incorsi nella notte fra mercoledì e giovedì come ci spiega la nostra inviata: “Su questo passaggio pedonale un giovane motociclista di 30 anni si è scontrato contro un'auto civetta della polizia. Dei testimoni affermano che gli agenti avrebbero aperto la porta della macchina di colpo per ferire il motociclista.

Dal suo letto di ospedale lo stesso motociclista ha chiesto a tutti di abbassare i toni, ma con scarsi risultati anche se il ministero degli interni afferma che i disordini di queste ore non sono comparabili con gli scontri che nel 2005 misero a ferro e fuoco le città francesi.

Dice un giovane abitante delle periferie: Ci sono stati molti altri incidenti. Li' a un giovane hanno sparato 8 volte perché si è rifiutato di mostrare i documenti. Vogliamo essere uguali agli altri perché la Francia si basa su fratellanza ed eguaglianza. Noi però non ci sentiamo trattati i come gli altri. Se venite dalla periferia e soprattutto da territori considerati difficili, siete cittadini di serie B, soprattutto sei siete arabi, neri o musulmani.

Le regole del confinamento imposte in Francia, hanno aggiunto tensione ai già difficili rapporti fra la polizia e gli abitanti delle periferie. La vita in questi quartieri non è mai stata cosi' dura e i banchi alimentari non fanno che aumentare. Alcuni si vergognano a mostrare i loro volti.

Una donna dice: “La cosa più difficile è quando i bambini ti dicono "mamma vorrei questo o quello" e tu non puoi nemmeno pagare le bollette".

Cosi' Olivier Klein, sindaco di uno di questi comuni difficili: "Nei quartieri popolari questa crisi sanitaria ha raddoppiato i problemi della crisi sociale pre-esistente sociale. Forse non abbiamo anticipato l'impatto, restare a casa e smettere di lavorare, anche a nero, non fa che accentuare le difficoltà.

Per i giornalisti chiamati a documentare questi disordini lo stress aumenta. L'assenza di fiducia nelle forze dell'ordine non ha fatto che accentuare le difficoltà e i problemi.

Un video-attivista dice: “A mio parere non si tratta di semplici proteste solo per fare casino. Sono un grido per cercare aiuto. Ciò che accade in questi quartieri è un grido alla ricerca di aiuto del governo, del presidente. Forse non è la maniera migliore per chiedere aiuto, ma è la sola che queste persone hanno per essere ascoltate.

Le domande insomma sono state rivolte alle autorità. Resta da vedere se queste ultime ascolteranno la voce di chi abita qui.