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Coronavirus, salute e privacy: "Non ripetiamo l'errore dell'11 settembre"

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Coronavirus, salute e privacy: "Non ripetiamo l'errore dell'11 settembre"
Diritti d'autore  Lukasz Kobus/EU/Lukasz Kobus
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Per allentare le restrizioni, l'Europa deve essere pronta a contenere la pandemia e dei potenziali nuovi focolai di coronavirus.

Tra le soluzioni più gettonate ci sono le applicazioni di geolocalizzazione da installare nei nostri smartphone che sollevano pero' molti dubbi sulla protezione della privacy.

Per rispondere a tutte queste preoccupazioni, la Commissione europea ha annunciato le linee guida sulle applicazioni per monitorare il coronavirus.

"È fondamentale che sia l'installazione che l'uso di queste app avvengano con il consenso informato – afferma Johannes Bahrke uno dei portavoce della Commissione europea - .Vogliamo garantire ai cittadini che l'utilizzo di queste app possa avvenire in sicurezza, nel rispetto della privacy e i dati personali."

Ma le preoccupazioni sulla protezione della privacy restano al centro del dibattito pubblico. Gli esperti della protezione dei dati invitano alla prudenza.

"Possiamo guardare a cosa è accaduto nel mondo dopo l'11 settembre - ricorda Paul Jordan, amministratore delegato di IAPP (International Association of Privacy Professionals) - quando sono state messe in atto una serie di misure di sicurezza straordinarie. Alcune, quelle che riguardano i viaggi ad esempio, sono ancora valide oggigiorno. Bisogna rimanere vigili, e chiedersi una vota che la pandemia sarà finita cosa accadrà ai dati raccolti?"

Ricostruire la catena dei contagi

Secondo un nuovo team di scienziati ed esperti di tecnologie, ricostruire la catena dei contatti delle persone contagiate attraverso un'app può avvenire nel rispetto della privacy. Questi esperti hanno costituito il Pan-European Privacy-Preserving Proximity Tracing.

Un progetto che lavora ad un’applicazione in grado i analizzare i dati scambiati tramite Bluetooth tra dispositivi mobili. L'anonimato è garantito molto semplicemente da un sistema di crittografia. I dati vengono salvati nei telefoni privati e teoricamente cancellati entro 14 giorni.

"Non abbiamo bisogno di usare la geolocalizzazione - afferma Chris Boos del Pan-European Privacy-Preserving Proximity Tracing - non abbiamo bisogno di usare il tuo numero di telefono o il tuo indirizzo. Tutto ciò che facciamo con la nostra app è tracciare le persone vicine garantendo l'anonimato. Il che serve a capire quanto vicino e per quanto tempo un potenziale contagiato sia stato a contatto con altre persone. Quindi possiamo ottenere queste informazioni senza violare la privacy."

Uscire dal dilemma tra salute è privacy non è tanto semplice ma senza dubbio ma la questione è diventata ormai di strettissima urgenza.