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La guerra europea al coronavirus frena lentamente sulle vittime

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La guerra europea al coronavirus frena lentamente sulle vittime
Diritti d'autore  AFP
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La contabilità di morti e guarigioni nelle ultime 24 ore in Europa sono gli indici per vedere come arrestare la pandemia, come modulare il ritorno ad una parvenza di normalità.

La strage in Gran Bretagna

Incassa altri 761 morti l'incremento quotidiano dei decessi da coronavirus nei soli ospedali del Regno Unito. Lo certificano i dati diffusi dal dicastero della Sanità, portando il totale censito nel Paese a quasi 13.000 vittime. I contagi diagnosticati sfiorano intanto quota 100.000 con una curva d'aumento che segna 4.600 casi più di ieri. Ci sono le morti avvenute nelle case di riposo e fuori dagli ospedali, per ora non conteggiate nelle statistiche ufficiali quotidiane. Ma c'è anche chi guarisce fra gli anziani. Una speranza accompagnata dagli applausi del pesonale che ha assistito i degenti.

Le aggiornate statistiche di Francia

Si precisa invece sempre di più la contabilità complessiva in Francia che supera i 17.000 morti da coronavirus con i dati giunti dalle case di cura e che si riferiscono alle settimane precedenti: si parla di 6.624 morti che si aggiungono ai decessi ufficiali delle ultimi 24 ore negli ospedali (514 persone) er questo adesso si marca la cifra complessiva di 17.167 morti nell'Esagono E intanto il paese si prepara al dopo in cui l'uso delle mascherine diventerà abitudine quotidiana come indicato dal governo.

L'Italia del coronavirus

Anche in Italia continua la mesta contabilità nazionale con 165.155 i casi totali dall'inizio della pandemia. Si raggiungono quindi i 21.645 i deceduti e ci sono 38.092 guariti. Ma intanto prove tecniche di ripartenza si segnalano qua e là nella pensiola dove le aziende meno forti temono di non riuscire a riprendere il "mare".

Le speranze di Fondi

Immagini confortanti ci giungono dalla zona di Fondi, fiorente cittadina ortofrutticola del basso Lazio, praticamente a metà strada fra Roma e Napoli. Fondi era stata circoscritta come zona rossa fino al 14 aprile. Adesso prova timidamente a uscire dall'incubo e ci sono i primi esercizi pubblici che riprono come negozi di abbigliamento per bambini e le pompe di benzina. Per le librerie si dovrà aspettare ancora un po' ma la voglia di normalità è come la paura: tanta.