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Come ridurre l'impatto ambientale dei cementifici? In Belgio ci stanno provando

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Come ridurre l'impatto ambientale dei cementifici? In Belgio ci stanno provando
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L'industria del cemento genera tra il 6 e l'8% delle emissioni globali di anidride carbonica. Come migliorare la situazione? HeidelbergCement, uno dei maggiori produttori di cemento in Europa, sta testando un impianto sperimentale in Belgio.

La fabbrica si estende su un'area di circa 70 ettari e dà lavoro a circa 180 persone. Ogni anno qui si producono circa 1 milione e 400 mila tonnellate di 15 varietà di cemento a partire da una materia prima principale: il calcare. Ma tutto ciò comporta un costo ambientale.

"Per ogni tonnellata di cemento generiamo 0,6 tonnellate di CO2 che proviene principalmente dalle nostre materie prime - dice Jan Theulen, direttore delle Risorse Alternative - pertanto dobbiamo sviluppare nuove tecnologie per catturare questa CO2 in modo che non venga emessa nell'ambiente".

Il risultato della collaborazione tra l'azienda e i ricercatori di un progetto europeo è un reattore alto 60 metri che è già in grado di assorbire il 5% delle emissioni totali di CO2 della fabbrica.

Il reattore che raccoglie una parte della C02 generata dal cementificio

"Il reattore è dotato di un grande tubo di metallo riscaldato all'esterno a circa 1.000 gradi - spiega il direttore del progetto Daniel Rennie Leilac - la materia prima viene inserita nella parte superiore e scivola lentamente verso il basso. Quando si si riscalda, rilascia CO2 e questa CO2 viene semplicemente catturata nella parte superiore".

Stando ai ricercatori è una tecnologia che richiede cambiamenti minimi alla normale catena di produzione. Consente di catturare l'anidride carbonica senza usare sostanze chimiche aggiuntive. Per raggiungere l'obiettivo i ricercatori hanno dovute affrontare diverse sfide.

"Il materiale deve poter fluire lungo il reattore - spiega Thomas Hills, uno degli ingegneri che lavorano al progetto - ma una volta sul fondo deve essere convogliato nelle altre unità dell'impianto. Poi ci sono altri parametri tecnici importanti: bisogna creare una certa quantità di calore nel reattore e poi convogliare questo calore nei punti giusti".

L'obiettivo è quello di poter assorbire quanta più CO2 possibile nei modi più sicuri ed efficienti dal punto di vista energetico. I ricercatori devono valutare costantemente la sicurezza e l'efficienza dell'intero processo sia in un ambiente di laboratorio controllato che all'interno del reattore.

"In laboratorio - dice Hills - analizziamo il materiale prima di inserirlo nel reattore misurandone la quantità di CO2. Poi la misuriamo ancora dopo il passaggio del materiale nel reattore. La differenza corrisponde alla quantità di CO2 che siamo riusciti a catturare".

In futuro si punta a catturare fino al 95% delle emissioni di CO2 della fabbrica e a sviluppare nuovi modelli di economia circolare.

"Poiché - sottolinea Leilac - ci aspettiamo di catturare CO2 molto pura, dopo ulteriori processi di purificazione questa anidride carbonica potrà essere utilizzata per l'industria alimentare e per la coltivazione. Potremo usarla per produrre nuovi combustibili o materiali per la costruzione".

Un modello che, stando ai ricercatori, contribuirà a raggiungere l'obiettivo di ridurre dell'80% le emissioni di CO2 in Europa entro il 2050.